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Riproduzione

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Parto di un placentatoParto di un placentato
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2.2. 1

Sporulazione

La formazione di spore (o sporulazione) derivanti da processi di mitosi rappresenta una modalità di riproduzione asessuata che permette all’organismo di generare forme resistenti, dalle quali si svilupperanno nuovi individui solo quando le condizioni ambientali diventeranno favorevoli.

2.2. 2

Rigenerazione

Alcuni platelminti, idroidi, policheti e nemertini mostrano un'eccellente capacità rigenerativa: quando si taglia uno di questi organismi a metà, il frammento anteriore sviluppa una nuova parte posteriore dall'estremità posteriore, mentre il frammento posteriore dà origine a una nuova parte anteriore dalla sua estremità frontale. La rigenerazione bidirezionale di questo tipo non si osserva tra gli insetti o i vertebrati; questi animali possono, tuttavia, talvolta rigenerare appendici. Ad esempio, gli arti di alcuni insetti, gli arti e le code degli anfibi urodeli (come il tritone) e le code delle lucertole possono rigenerarsi dopo essere state asportate.

3

Riproduzione sessuata

La riproduzione sessuata si verifica mediante la fusione di due cellule, dette gameti, mediante il processo di fecondazione. Queste cellule, nelle specie con patrimonio genetico diploide (in cui vi sono due copie di ciascun gene), sono aploidi e derivano da un processo di meiosi. I gameti non sono geneticamente identici; essi possiedono tutti i geni tipici della specie, ma tali geni possono essere rappresentati da alleli differenti. La fusione di due gameti permette, pertanto, la nascita di un individuo in cui viene ripristinato il corredo genetico diploide, e che non risulta identico ad alcun altro individuo.

Nelle specie aploidi, come alcune specie di protisti e di alghe poco evolute, alcune cellule derivanti da normali processi di divisione mitotica si specializzano ad assumere la funzione di gameti. La fusione dei gameti porta in tal caso alla formazione di una cellula con patrimonio genetico doppio (zigote diploide); questo subisce quindi un processo di meiosi e origina nuovi individui aploidi (vedi Ciclo vitale).

3.1

La coniugazione negli unicellulari

Numerosi organismi unicellulari effettuano scambi di materiale genetico mediante il processo di coniugazione, che non costituisce una vera e propria forma di riproduzione sessuata, ma permette comunque lo scambio di materiale genetico. In questo processo, infatti, due organismi unicellulari simili si uniscono, si scambiano il materiale genetico e quindi si separano; può seguire la riproduzione per scissione. Lo scambio di materiale genetico ha il significato di aumentare la variabilità genetica degli individui.

3.2

Organi riproduttivi

La produzione dei gameti avviene di solito entro strutture particolari, che negli animali vengono dette gonadi. Nei funghi e nelle piante, i gameti sono prodotti in gametangi, come ad esempio gli archegoni e gli anteridi dei muschi. La maturazione dei gameti avviene quando l’organismo raggiunge la maturità; nei mammiferi e nell’uomo il periodo fertile inizia al momento della pubertà. Alcuni organismi sono comunque in grado di riprodursi pur mantenendo caratteristiche corporee larvali o, comunque, tipiche degli individui immaturi: tale fenomeno prende il nome di neotenia.

Negli animali, il tipo di gonade presente nell’organismo ne determina il sesso: la gonade da cui si formano gameti maschili, detti spermi o spermatozoi, è il testicolo; la gonade da cui derivano i gameti femminili, dette cellule uovo o ovuli, è l’ovaia. Negli animali inferiori, le gonadi possono essere estremamente numerose, mentre in quelli superiori sono in genere una o due. Negli animali inferiori, inoltre, è molto diffusa la contemporanea presenza in un unico organismo di entrambi i tipi di gonade: tale condizione è detta ermafroditismo. Nei molluschi polmonati si trova un’unica gonade, detta ovariotestis, capace di produrre gameti sia maschili sia femminili. Negli animali superiori, la condizione più comune è la gonocoria, ovvero la separazione dei sessi. Nelle piante, vi sono molte specie ermafrodite; vi sono anche piante dioiche, in cui ciascun individuo porta organi riproduttivi esclusivamente femminili o maschili.

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