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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
La Grecia è amministrativamente divisa in 13 regioni, a loro volta suddivise in 52 province (nomói, sing. nomós). Le regioni sono: Attica, Creta, Egeo Meridionale, Egeo Settentrionale, Epiro, Grecia Centrale, Grecia Occidentale, Isole Ionie, Macedonia Centrale, Macedonia Occidentale, Macedonia Orientale e Tracia, Peloponneso e Tessaglia. La Costituzione del 1975 riconobbe al monte Athos lo status di Repubblica monastica autonoma. Oltre ad Atene, la capitale, e a Salonicco, seconda città del paese, altri centri importanti sono Patrasso, centro portuale nel Peloponneso; Lárissa e Vólos, in Tessaglia; Iráklion (Candia), importante centro portuale e commerciale sull’isola di Creta; Rodi, porto e maggiore città dell’isola omonima. Il Pireo è il principale porto naturale del paese. Tra le maggiori città antiche, depositarie di un inestimabile patrimonio storico e artistico, si ricordano Cnosso, Delfi, Epidauro, Micene, Olimpia e Sparta.
Nel 2006 il prodotto interno lordo del paese ammontava a 308.449 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 27.670,80 dollari USA. Nel 2004 il tasso di disoccupazione era pari al 10,2%. L’agricoltura riveste un ruolo primario nell’economia greca, mentre il settore industriale è ancora oggi in via di sviluppo. Negli ultimi decenni, tuttavia, sono stati raggiunti risultati significativi grazie al ruolo trainante dei comparti chimico, metallurgico e tessile. Grazie al ricchissimo patrimonio archeologico e culturale e alla mitezza del clima il paese vanta una fiorente industria turistica, voce rilevante del reddito nazionale. Un ruolo significativo nell’economia nazionale occupa infine la flotta mercantile (1.478 unità nel 2007): le attività armatoriali pongono la Grecia, con il 10% del tonnellaggio mondiale, al quarto posto nel mondo. Il paese è membro dell’Unione Europea dal 1981.
L’agricoltura impiega il 12% (2005) della forza lavoro del paese e contribuisce per il 3,3% alla formazione del prodotto interno lordo. I metodi di coltivazione rimangono ancora arretrati e limitate le estensioni dei terreni coltivabili (pari al 29,2%). L’aridità, l’erosione dei suoli e la dimensione ridotta delle aziende agrarie sono ulteriori ostacoli al pieno sviluppo del settore. I prodotti principali, accanto a frumento, orzo, mais, tabacco, barbabietola da zucchero, pomodori e agrumi, sono le produzioni tradizionali del paese: uva, olio e vino. La Grecia è il terzo produttore mondiale di olio d’oliva. Di rilievo sono inoltre le coltivazioni di cotone, di cui il paese è il maggior produttore in Europa (400.000 tonnellate nel 2006). L’allevamento, incentrato principalmente su ovini e caprini, è una voce poco rilevante dell’economia nazionale. L’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche e l’inadeguatezza dell’industria conserviera fanno della pesca una risorse di modesta importanza.
L’89,2% dell’elettricità del paese è prodotta da centrali termiche. Il petrolio, estratto nel mare Egeo settentrionale, la lignite, la bauxite, il nickel e il ferro sono le maggiori risorse minerarie del paese.
Il 22% (2005) della forza lavoro è impiegata nell’industria, che contribuisce per il 20,8% (2006) alla formazione del prodotto interno lordo. Fiorenti sono i settori metallurgico, agroalimentare (produzione di vino, olio, zucchero), tessile (cotonifici e capi di abbigliamento), petrolchimico e siderurgico.
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