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Gallia

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Introduzione

Gallia Nome con cui i romani indicavano un vasto territorio dell’Europa centroccidentale, delimitato a nord dal canale della Manica, a est dalle Alpi e dal Reno, a sud dal mar Mediterraneo e dai Pirenei, a ovest dall’oceano Atlantico.

La regione corrispondeva grosso modo all’estensione dell’odierna Francia, ed era abitata già in età neolitica, epoca alla quale risalgono resti di tombe megalitiche. All’inizio del I millennio a.C. fu fatta oggetto dell’invasione dei celti, insieme di popolazioni indoeuropee che i romani definirono galli. La più antica testimonianza storica che attesti un contatto di queste genti con il mondo greco-romano risale al 600 ca. a.C., quando i greci di Focea fondarono, sulla costa sudorientale della regione, la colonia di Massalia, l’odierna Marsiglia.

Il termine Gallia venne inoltre attribuito dai romani anche all’Italia del Nord, poiché oggetto – a partire dal V secolo a.C. – dell’insediamento di popolazioni galliche.

2

Gallia transalpina e Gallia cisalpina

I romani distinguevano dunque la Gallia transalpina, cioè la regione sopra descritta, posta al di là delle Alpi, e un’area detta Gallia cisalpina, corrispondente all’Italia settentrionale, delimitata a nord dalle Alpi; la fascia della Cisalpina a nord del Po, corrispondente alla Pianura Padana, venne detta Transpadana (“al di là del Po”), quella immediatamente a sud di questo fiume, corrispondente all’odierna regione dell’Emilia-Romagna, venne detta Cispadana (“al di qua del Po”).

2.1

La Gallia transalpina

In età preromana la Gallia transalpina fu sede di diversi gruppi etnici, tra i quali gli iberi e i liguri nel sud, insieme con i coloni greci di Marsiglia. Ma soprattutto vi risiedettero le tribù celtiche, tra le quali gli arverni, gli edui, i sequani, i senoni, gli elvezi, nella zona centrale, i biturigi, i veneti, gli aulerci, i menapi, nella parte più settentrionale della regione, i cui nuclei di ulteriore aggregazione politica furono chiamati da Roma civitates.

La conquista romana, avviata alla metà del II secolo a.C., condusse alla costituzione in provincia nel 122 a.C. della Gallia Narbonensis (l’odierna Provenza, che prese il nome dalla prima colonia costituita fuori dall’Italia (Narbo Martius, l’odierna Narbona), che rappresentava l’area più profondamente ellenizzata della Gallia. La parte rimanente della regione – detta Gallia Comata (“chiomata”), con riferimento all’uso di portare i capelli lunghi da parte dei galli che l’abitavano – venne genericamente suddivisa da Giulio Cesare, nei suoi Commentarii de bello gallico, in tre zone: a nord la Gallia Belgica, al centro la Gallia Celtica e a sud-ovest l’Aquitania.

2.1. 1

La romanizzazione della Gallia

Definitivamente assoggettata a Roma con le guerre galliche condotte da Cesare tra il 58 e il 51 a.C., che portarono alla conquista anche della Gallia Comata, la regione fu successivamente suddivisa da Augusto in quattro province: tre imperiali (l’Aquitania, dai Pirenei fino alla Loira; la Lugdunensis, al centro; la Belgica, a nord, confinante con i territori germanici) e una senatoria (la Narbonensis, a sud, che venne caratterizzandosi per un altissimo grado di sviluppo economico e culturale). Al processo di romanizzazione della regione fece seguito una sua intensa urbanizzazione. Alcune città vennero allora fondate (le odierne Clermont-Ferrand, Limoges, Autun, Troyes, Angers), mentre ad altre preesistenti fu concesso la status di colonia (tra esse: Tolosa, Nîmes, Vienne, Orange, Avignone).

La vera metropoli della Gallia romana fu però Lugdunum, l’odierna Lione. Sita presso la confluenza dei fiumi Rodano e Saona e importante nodo stradale, la città ospitò dal 12 a.C. un altare dedicato a Roma e ad Augusto, intorno al quale sorse il maggior santuario di tutte le Gallie, sede, tra l’altro, del concilium Galliarum (l’assemblea delle tre province); il suo prestigio si accrebbe ulteriormente in quanto patria dell’imperatore Claudio I, e fu perciò ribattezzata Colonia Copia Claudia Augusta Lugdunum.

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