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Scilla e Cariddi

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Scilla e Cariddi Nella mitologia greca, due mostri marini occupanti le due sponde di uno stretto, personificazione dei pericoli della navigazione. Scilla, in origine una bellissima fanciulla amata da un dio del mare, era stata trasformata dalla sua gelosa rivale, la maga Circe, in un'orribile creatura con dodici piedi e sei lunghi colli, ciascuno dei quali reggeva una testa con tre file di denti con cui azzannava ogni preda che le capitasse a tiro. Scilla viveva in una grotta su una scogliera; sul lato opposto dello stretto stava un gigantesco fico sotto il quale abitava Cariddi, il vortice, che tre volte al giorno assorbiva acqua di mare in enorme quantità inghiottendo tutto quanto vi si trovasse dentro.

Quando l'eroe greco Ulisse passò attraverso lo stretto, riuscì a evitare Cariddi, ma Scilla prese sei uomini dalla sua nave e li divorò. In seguito, questo pericoloso passaggio fu identificato con lo stretto di Messina.

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