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Stati Uniti d’America

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Stati Uniti d’America: bandiera e innoStati Uniti d’America: bandiera e inno
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4

Economia

Gli Stati Uniti sono la prima potenza industriale a livello mondiale dall’inizio del XX secolo. Fino alla seconda metà dell’Ottocento l’economia del paese poggiava tradizionalmente sull’agricoltura; dopo la guerra di secessione, che vide lo scontro fra gli stati industriali del Nord e quelli agricoli del Sud, furono compiuti importanti progressi nella produzione di beni industriali di base; in seguito, con la prima guerra mondiale, i manufatti iniziarono a dominare le esportazioni più delle materie prime. Con lo sviluppo dell’industria, l’agricoltura divenne più meccanizzata ed efficiente, utilizzando sempre minor forza lavoro.

Dopo la seconda guerra mondiale si assistette allo sviluppo del settore dei servizi, come la pubblica amministrazione, le libere professioni, le attività commerciali e finanziarie. Oggi il settore dei servizi è il più rilevante dal punto di vista economico e impiega il 77,8% della forza lavoro; l’industria ne impiega invece il 20,6% e l’agricoltura solo il 1,6%.

L’economia degli Stati Uniti si è basata sin dalle origini sulla libertà d’impresa, protetta dalle regole del capitalismo più avventuroso, più affrancato da vincoli d’ogni sorta; questo è stato ed è alla base dell’ideologia che permea l’intera vita americana, per la cui difesa gli Stati Uniti si sono impegnati in diverse guerre (in Europa, in Asia) che assicurassero al sistema americano, con la difesa dei valori morali, anche il mercato mondiale alle sue imprese. Ma esso ha subito nel corso del tempo alcune correzioni imposte dalla fragilità stessa di un sistema soggetto a ricorrenti crisi. Così, a partire dall’inizio degli anni Trenta, in seguito alla crisi del 1929, il governo degli Stati Uniti ha avuto un ruolo protezionistico sempre più importante nell’economia, che ha regolamentato in vari modi. Alcune disposizioni governative, ad esempio, sono state dettate dall’esigenza di tutelare i consumatori da prodotti non sicuri e i lavoratori da condizioni di lavoro non adeguate, mentre altre normative sono state adottate per la salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento.

4.1

Produzione nazionale

Gli Stati Uniti sono la prima nazione al mondo per produzione economica. Nel 2005 il prodotto interno lordo era di 12.417 miliardi di dollari USA, equivalente a un PIL pro capite di 41.889,60 dollari USA. Le attività del settore primario contribuiscono nella misura dell’1,2% (2003) alla formazione del prodotto interno lordo annuale, il settore secondario nella misura del 22,3% e il terziario, di gran lunga il più redditizio, nella misura del 76,5%.

4.2

Agricoltura e allevamento

Benché il settore agricolo contribuisca solo nella misura dell’1,2% (2003) al prodotto interno lordo e impieghi meno del 2% della forza lavoro del paese, gli Stati Uniti sono ancora oggi il paese leader nel mondo in molti settori della produzione agricola. Oltre a soddisfare il fabbisogno alimentare interno, i prodotti agricoli rappresentano una voce importantissima nel mercato delle esportazioni.

Scomparse le piccole aziende a conduzione familiare, l’attività è oggi praticata in grandi imprese meccanizzate che riforniscono sia i mercati urbani sia le aziende di trasformazione alimentare. Le colture praticate sono varie e distribuite in caratteristiche regioni (chiamate belts, “cinture” o “fasce”) specializzatesi in funzione delle condizioni ambientali e dell’organizzazione produttiva. Le principali sono quelle del grano, del mais (per l’allevamento suino e di mucche da latte), del tabacco, del cotone. Le maggiori produzioni sono quelle di cereali (mais, frumento, avena e orzo), foraggio, patate e barbabietola da zucchero. Per più di un secolo e mezzo la coltivazione del cotone è stata alla base dell’economia degli stati del Sud, soprattutto nelle regioni a est del Mississippi. Attualmente questo tipo di coltura viene praticata in modo estensivo ricorrendo a una meccanizzazione su larga scala. Il tabacco è prodotto soprattutto in North Carolina e nel Kentucky. Altri prodotti di rilievo sono arachidi (Georgia) e pomodori (Florida), oltre a pesche, mele (Washington), arance, uva (California), ananas (Hawaii).

Una voce di grande rilievo nell’economia del paese è inoltre rappresentata dall’allevamento, che alimenta una fiorente industria lattiero-casearia, soprattutto nella zona dei Grandi Laghi. Le estese pianure dell’Ovest offrono ideali terreni di pascoli per i bovini da carne, mentre nella sezione nordorientale delle pianure centrali particolarmente diffuso è l’allevamento di suini.

4.3

Risorse forestali e pesca

Le foreste, estese per circa 303 milioni di ettari (2005), coprono più di un quarto della superficie degli Stati Uniti e forniscono 472 milioni di metri cubi di legname (2005). Circa tre quarti della produzione sono costituiti da legno dolce, mentre i legni duri ne rappresentano solo un quarto. Un 50% del legname è destinato all’industria delle costruzioni (abete douglas e pino giallo) ed è ricavato soprattutto dalle foreste degli stati affacciati sul Pacifico; un terzo è utilizzato come pasta di legno nella manifattura della carta. Il rovere è il più diffuso dei legni duri. Le foreste del Sud forniscono circa un terzo del legname da costruzione, circa i tre quinti della pasta di legno e gran parte della trementina, della pece, della resina e del catrame di legno prodotti negli Stati Uniti. Nelle pianure costiere meridionali crescono innumerevoli varietà di pino. Alberi dal legno duro di grande interesse commerciale, come l’albero della gomma, il frassino e la quercia, crescono nelle zone pianeggianti lungo i fiumi del Sud, mentre noce americano, acero e rovere si trovano sugli Appalachi e in parte dell’area dei Grandi Laghi.

Con una quantità di pescato pari a 6.135.878 tonnellate (2004), gli Stati Uniti si collocano ai primissimi posti nella classifica mondiale. L’Alaska è il primo stato sia per quantità sia per valore del pescato: fra le specie più redditizie vi sono il salmone e l’halibut. Altri stati che hanno buone risorse ittiche sono, in ordine di importanza economica, Massachusetts, Louisiana, Texas, Maine, California, Washington, Florida e Virginia. Il principale porto peschereccio si trova a New Bedford, in Massachusetts. Le acque costiere del New England sono ricche di aragoste, pettini, vongole, ostriche e merluzzi; nella baia di Chesapeake si pescano soprattutto granchi e, nel golfo del Messico, gamberetti. La maggior parte del pesce d’acqua dolce venduto sul mercato statunitense proviene da vivai. Le principali specie allevate sono il pesce gatto, la trota, il salmone, le ostriche e i gamberi d’acqua dolce.

4.4

Risorse minerarie

Gli Stati Uniti sono una fra le prime nazioni al mondo per il valore della produzione annua di minerali, concentrata principalmente in Texas, Louisiana, Alaska, Oklahoma e California. Lo sfruttamento minerario fornisce circa l’1% (2004) del prodotto interno lordo annuale e impiega lo 0,6% della popolazione attiva. I principali prodotti minerari sono i combustibili: in ordine di valore, il petrolio, il gas naturale e il carbone. Alla fine degli anni Novanta gli Stati Uniti producevano il 24% di tutto il gas naturale del mondo, il 19% del carbone e il 13% del petrolio grezzo. Il petrolio rappresentava la metà del valore della produzione di carburanti e il 38% del valore di tutti i minerali estratti negli Stati Uniti. Il Texas, l’Alaska e la Louisiana, i tre principali stati produttori di petrolio, forniscono annualmente circa i due terzi del grezzo nazionale. I maggiori giacimenti di gas naturale si trovano in Texas e Louisiana, quelli di carbone nella regione degli Appalachi, nel Wyoming e nel Kentucky. L’energia nucleare è prodotta con l’uranio estratto in Texas, New Mexico e Wyoming.

Negli Stati Uniti si estraggono inoltre diversi minerali (metallici e non metallici), tra cui rame, oro, minerale di ferro, argilla, fosfati, zinco, sale, oltre che materiali da costruzione e per la produzione di cemento, sabbia e ghiaia. Alla fine degli anni Ottanta, gli Stati Uniti producevano circa il 55% del molibdeno del mondo, il 51% della mica, il 40% del magnesio, il 30% del fosfato minerale, il 23% dell’alluminio, il 22% del piombo e il 20% dello zolfo elementare. La maggior parte del minerale di ferro proviene dal distretto del Lago Superiore, in particolare dal Minnesota nordorientale, mentre il 60% circa del rame nazionale viene estratto in Arizona. Il fosfato minerale viene prodotto in grande quantità in Florida, North Carolina, Idaho e Tennessee. In Colorado, Arizona, Idaho e Montana, invece, si ha la più rilevante estrazione di molibdeno e in Missouri e Alaska di piombo e zinco. Più dei quattro quinti del carbonato di potassio vengono prodotti in New Mexico, mentre il Nevada, l’Idaho, l’Alaska e il Montana sono importanti fonti di argento e ancora il Nevada, con la California, lo Utah e il South Dakota sono i primi fra gli stati produttori d’oro.

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