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Avorio

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Introduzione

Avorio Materiale osseo resistente e compatto, che costituisce le zanne dell'elefante e di altri mammiferi di grandi dimensioni come il tricheco, l’ippopotamo e il narvalo. L'avorio è composto da strati sovrapposti di dentina, una sostanza color crema dall’aspetto opaco, costituita per circa il 60% da sostanze minerali e per la parte rimanente da sostanza organica. I diversi strati di dentina sono dislocati in modo da intersecarsi l'uno con l'altro e generare una struttura a grana fine, resistente e relativamente elastica, di durezza pari a circa 2 della scala di Mohs. Gli strati si depositano a partire dalla polpa centrale della zanna, pertanto quelli più recenti sono i più interni.

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Provenienza e caratteristiche

La maggior parte dell'avorio presente in commercio proviene dalle zanne dell'elefante africano (Loxodonta africana), che vive soprattutto nell'Africa orientale e centrale. Ogni zanna di questo animale può raggiungere i 2 m di lunghezza e i 70 kg di peso. Generalmente l'avorio delle popolazioni di elefanti che vivono nelle regioni occidentali dell'Africa è duro, mentre quello della parte orientale è più morbido; il primo ha una trama leggermente più vetrosa, è più difficile da tagliare e si rompe più facilmente del secondo. Meno di un quarto dell'avorio in commercio viene prelevato da elefanti uccisi appositamente; il resto proviene dalle carcasse di elefanti morti di morte naturale. L'avorio fossile, chiamato odontolite, è una varietà di colore azzurro, presente in piccole quantità nel permafrost della Siberia settentrionale. L'odontolite, il cui colore azzurro si deve alla saturazione da parte dei sali minerali avvenuta nel corso dei millenni, proviene dalle zanne dei mammut del Pleistocene.

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Avorio e rischi di estinzione dell’elefante

Con l'avorio lavorato, usato a scopo decorativo fin dal tempo degli antichi Egizi, si intarsiavano mobili pregiati e si producevano pedine da scacchi, gioielli, palle da biliardo, tasti di pianoforte e articoli da toilette. Nel 1989, tuttavia, in seguito a una campagna internazionale promossa dagli ambientalisti per sensibilizzare l'opinione pubblica sul pericolo di estinzione dell'elefante africano, l'importazione dell'avorio è diventata illegale in tutti i paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti.

Per produrre sostanze simili all'avorio vengono, oggi, utilizzati diversi tipi di plastica e di materiale di origine vegetale; la cosiddetta palma d'avorio (Phytelephas macrocarpa) produce, ad esempio, grossi semi duri e bianchi, di cui si utilizza l'endosperma, comunemente chiamato avorio vegetale.

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