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Levi Montalcini, Rita

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Rita Levi MontalciniRita Levi Montalcini
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Introduzione

Levi Montalcini, Rita (Torino 1909), neurobiologa italiana, senatrice a vita (dal 2001).

Figlia di un ingegnere e di una pittrice, Rita Levi Montalcini decise all’età di vent’anni di dedicarsi allo studio della medicina e di intraprendere una carriera, contrariamente alla volontà paterna. Si iscrisse alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino, presso la quale si laureò nel 1936. Quindi frequentò il corso triennale di specializzazione in neurologia e psichiatria.

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Le prime ricerche

Con la promulgazione delle leggi razziali, che fra l’altro impediva lo svolgimento della propria professione ai cittadini non-ariani, lasciò l’Italia e visse per qualche tempo a Bruxelles; quindi, di ritorno a Torino, decise con la sua famiglia di restare in Italia e di costruire un piccolo laboratorio di ricerca nella propria abitazione, nel quale effettuò studi su embrioni di pollo con l’aiuto di un altro scienziato, l’istologo Giuseppe Levi.

Nel 1943 l’invasione tedesca la costrinse ad abbandonare la città e a rifugiarsi a Firenze dove, nel 1944, con l’avanzare delle forze anglo-americane, la Levi Montalcini trovò modo di lavorare come medico presso un campo di rifugiati.

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Trasferimento negli Stati Uniti e premio Nobel

Nel 1947 si trasferì, su invito del professor Victor Hamburger, a St Louis negli Stati Uniti, dove lavorò per trent'anni alla Washington University. Nel 1962 fondò un centro di ricerca a Roma e iniziò a lavorare tra questa città e St Louis. Dal 1969 al 1978 fu direttrice dell’Istituto di biologia cellulare del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Roma. Nel 1974 fu la prima donna a essere ammessa all’Accademia Pontificia delle Scienze. Dopo il 1979, ritiratasi dall’incarico di direttrice, continuò comunque le sue ricerche di neurobiologia presso il centro di ricerche romano. La studiosa riveste anche la carica di membro onorario dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM).

Negli anni Cinquanta scoprì, insieme a Stanley Cohen, il primo fattore di crescita dei tessuti animali: si trattava del Nerve Growth Factor (NGF) o fattore di crescita delle cellule nervose, che determina lo sviluppo e il processo di differenziamento di queste cellule. Per questo risultato, nel 1986 le fu conferito il premio Nobel per la fisiologia o la medicina, che condivise con Cohen.

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Principali opere

Tra le sue opere: l’autobiografia Elogio dell'imperfezione (1987); NGF: apertura di una nuova frontiera nella neurobiologia (1989), sulla scoperta del fattore di crescita cellulare; Il tuo futuro (1993); L’asso nella manica a brandelli (1998), sui rapporti tra invecchiamento del corpo e invecchiamento della mente.

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