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Fouché, Joseph

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Fouché, Joseph (Le Pellerin 1758 - Trieste 1820), statista francese, considerato il padre del moderno spionaggio politico. Partecipò alla Rivoluzione francese e nel 1792 venne eletto alla Convenzione nazionale, assumendo posizioni diverse secondo il mutare della maggioranza: nel 1793 votò con i giacobini a favore dell'esecuzione del re Luigi XVI, in seguito soppresse con ferocia l'opposizione controrivoluzionaria di Lione, facendo giustiziare più di 1600 persone. Nel 1794 lo stesso Robespierre, allora capo del governo rivoluzionario, lo denunciò per i suoi eccessi. Temendo di essere arrestato, Fouché si assicurò l'elezione a presidente del club dei giacobini, e con i moderati all'interno della Convenzione tramò una serie di complotti politici che portarono alla caduta e all'esecuzione di Robespierre.

Nel 1799 diventò ministro della Polizia della Repubblica francese; informato che Napoleone si proponeva di assumere il potere, assistette senza intervenire al colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799), per poi schierarsi con il vincitore. Sotto Napoleone, mantenne la carica di ministro della Polizia e mise a punto il primo sistema moderno di polizia segreta e di spionaggio politico. Nel 1809 ricevette il titolo di duca d'Otranto e per un anno coprì anche la carica di ministro degli Interni (1809-1810).

Tornò a ricoprire la carica di ministro della Polizia durante i Cento giorni, quando Napoleone rientrò dall'esilio, ma non per questo rinunciò a cospirare contro l'imperatore con il ministro degli Esteri austriaco Metternich. Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, venne incaricato di guidare il governo provvisorio fino alla restaurazione di Luigi XVIII. Il sovrano lo nominò nuovamente ministro della Polizia, ma, riconosciuto colpevole di regicidio per aver votato a favore dell'esecuzione di Luigi XVI, Fouché venne destituito e condannato all'esilio (1816).

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