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Fronte sandinista di liberazione nazionale Movimento rivoluzionario e partito politico nicaraguense di ispirazione marxista. Il Frente sandinista de liberación nacional (FSLN) fu fondato nel luglio 1961 da alcuni esponenti dell’opposizione alla dittatura instaurata in Nicaragua nel 1936 da Anastasio Somoza. Il movimento guerrigliero fu definito “sandinista” in omaggio a César Augusto Sandino, il rivoluzionario che nel 1934 riuscì a scacciare dal paese gli statunitensi, rimanendo però vittima di un agguato tesogli dallo stesso Somoza, allora capo della Guardia nazionale. Sfidando la brutale repressione del regime somozista – al cui vertice nel 1956 era salito Luis Somoza Debayle, seguito nel 1967 dal fratello Anastasio Somoza Debayle – il Fronte avviò la guerriglia nelle campagne, dove trovò il sostegno delle popolazioni rurali, tra le più derelitte dell’intera America latina. Facendosi interprete del diffuso malcontento verso la dittatura, nella prima metà degli anni Settanta il Fronte andò via via rafforzandosi, raccogliendo consensi nella Chiesa nicaraguense ma anche tra le classi medie e tra i piccoli imprenditori, abbandonati a se stessi dopo il disastroso terremoto del dicembre 1972. Il Fronte giunse a controllare ampie zone del paese, costituendo nel contempo un’alleanza con le forze moderate. Sebbene sottoposto alla feroce repressione della dittatura, diventò il principale pilastro dell’opposizione antisomozista e fu il protagonista dell’insurrezione che nel 1979 costrinse alla fuga l’ultimo esponente della dinastia somozista. Dopo il crollo della dittatura, il Fronte entrò nella Giunta di governo di ricostruzione nazionale, imponendovi la propria egemonia. Impresse in seguito al paese una svolta socialista, avviando risolute riforme nei campi agrario, sanitario e dell’educazione, e avvicinò il governo, abbandonato dalle forze moderate, a Cuba e all’Unione Sovietica. Conservò inizialmente un ampio sostegno popolare, che gli consentì di conquistare nel 1984 la presidenza del paese con il suo leader Daniel Ortega (in elezioni tuttavia boicottate dalle opposizioni). Il perdurare delle difficoltà economiche e l’accentuato autoritarismo del suo governo gli fecero poi perdere consensi e nella successiva crisi in cui sprofondò il Nicaragua, preso di mira dall’offensiva economica e militare degli Stati Uniti che sostennero la guerra civile dei cosiddetti contras, il Fronte fu costretto a scendere a patti con le opposizioni. Battuto nelle elezioni presidenziali del 1990 che videro salire alla presidenza Violeta Chamorro, il Fronte restò saldamente nelle mani di Daniel Ortega e, pur subendo diverse scissioni (tra cui quella che diede vita al Movimiento de renovación sandinista), conservò un vasto consenso elettorale, sfiorando la vittoria nelle elezioni del 1996. Negli ultimi anni il FSLN ha subito una profonda revisione ideologica, spostandosi su posizioni socialdemocratiche. Favorito dalla divisione delle destre, nel 2006 è riuscito a riconquistare la presidenza del paese con Daniel Ortega.
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