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Romanticismo (arte)

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Friedrich: Albero con corviFriedrich: Albero con corvi
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Gran Bretagna

In Inghilterra, come in Germania, il genere del paesaggio fu il più praticato dai romantici, anche se gli artisti inglesi si dimostrarono i più innovativi sia negli stili sia nelle tecniche sperimentate. Samuel Palmer dipinse paesaggi caratterizzati da una visionarietà mutuata da Blake.

John Constable, trascurando la rappresentazione degli aspetti più selvaggi della natura prediletti dai romantici tedeschi, scelse i tranquilli scenari offerti dalla campagna inglese per esprimere il calore di un sentimento o di un’emozione. Tra i primi pittori a lavorare all’aria aperta, Constable raggiunse esiti di grande freschezza, attraverso l’uso di colori luminosi distribuiti in pennellate piene e nette.

Conseguì invece effetti visivi estremi Joseph Turner: dopo una prima produzione, in cui si riconosce il modello del pittore secentesco Claude Lorrain, Turner si concentrò sulla resa cromatica e luministica delle condizioni atmosferiche. In Tempesta di neve (1842) nuvole, foschie, nebbia e mare sono fusi in un vortice in cui si dissolve ogni elemento della rappresentazione.

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Italia

In Italia le tendenze pittoriche che caratterizzarono il romanticismo nordico stentarono ad affermarsi, complice il clima di conservazione e chiusura imposto dalla Restaurazione. Notevole sviluppo ebbe il genere della pittura di storia, che attraverso la rievocazione di fatti del lontano passato medievale permetteva agli artisti di alludere ai contemporanei fermenti patriottici senza incappare nella censura. Tra i maggiori interpreti si distinse Francesco Hayez, pittore di formazione neoclassica, che seppe trasfondere l’atmosfera fantastica del dramma antico anche alla rappresentazione di episodi della storia recente (I profughi di Parga, 1830, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia).

Si collocano in questo filone anche i dipinti di un “dilettante” quale Massimo D’Azeglio, autore di paesaggi di ispirazione piuttosto tradizionale in cui inserisce piccole figurette di personaggi storici, e le opere di Pelagio Pelagi, attivo a Milano e a Torino, noto anche per aver tentato una trasposizione dell’ispirazione romantica nella scultura (monumento a Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde, 1844-1853, Torino). Il genere storico ebbe lunga fortuna, proseguendo verso la metà del secolo attraverso le elaborazioni di Domenico Morelli, Saverio Altamura, Federico Faruffini, Stefano Ussi.

Pur lontana dalle visioni accese dei dipinti nordici, ispirate dallo smarrimento davanti alla potenza della natura, la pittura di paesaggio italiana costituì nella prima metà del secolo un fertile terreno per la ricerca tecnica ed espressiva, sempre più orientata verso l’abbandono del disegno, la composizione impostata sul colore e sulla luce, lo sfaldamento della forma.

I risultati più interessanti si dovettero a Giacinto Gigante, massimo esponente della cosiddetta Scuola di Posillipo, e alla ricca personalità di Antonio Fontanesi: famoso il primo per le velature e le trasparenze degli acquerelli e delle tempere, che mostrano il sapiente innesto della lezione di Turner e Corot sulla realtà visiva mediterranea, con esiti lirici ed evocativi; di grandissima importanza anche per le generazioni successive il secondo, autore di paesaggi inondati di una luce chiara e soffusa, permeati di un inquieto e malinconico senso di infinito.

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Stati Uniti

L’esempio più significativo di pittura romantica statunitense è costituito dalla Hudson River School, i cui esponenti trassero ispirazione dai panorami aspri e selvaggi del Nord-Est degli Stati Uniti. Fu Washington Allston, il primo paesaggista americano, a introdurre il romanticismo negli Stati Uniti, infondendo nei suoi poetici paesaggi un’intensa soggettività sentimentale.

La figura più rappresentativa della scuola fu tuttavia il pittore d’origine inglese Thomas Cole, nelle cui opere impenetrabili foreste e alti picchi torreggianti suggeriscono il senso della grandezza e della forza della natura. Il suo allievo Frederick Church adottò lo stile tipico della scuola per la rappresentazione di paesaggi sudamericani, europei e palestinesi.

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Il tardo romanticismo

Intorno alla metà del XIX secolo, la pittura romantica sembrò progressivamente abbandonare il fervore che l’aveva caratterizzata ai suoi esordi. Tra i risultati migliori del tardo romanticismo sono da ricordare i pacati paesaggi della francese scuola di Barbizon, della quale facevano parte, tra gli altri, Camille Corot e Théodore Rousseau. In Inghilterra, dopo il 1850 i preraffaelliti ripresero gli esperimenti figurativi dei Nazareni tedeschi, insieme ai loro stessi presupposti ideali: intento comune era riportare l’arte religiosa alla purezza e spontaneità medievale.

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Influenza del romanticismo

Il romanticismo esercitò grande influenza sull’arte dei secoli successivi. È possibile, in questa prospettiva, tracciare una linea che da Constable, attraverso la scuola di Barbizon, giunge fino all’impressionismo. Tuttavia, i veri eredi spirituali del romanticismo furono i simbolisti che, attraverso diversi percorsi stilistici, ne reinterpretarono – portandoli agli esiti estremi – il soggettivismo, la tensione immaginativa, la visionarietà.

Nel XX secolo tali tendenze vennero riprese ancora, con modalità differenti, tanto dall’espressionismo quanto dal surrealismo. In un certo senso, comunque, tutta l’arte contemporanea è debitrice di quella romantica, e soprattutto dei suoi fondamenti teorici; spetta infatti ai romantici il merito di avere per la prima volta rivendicato con forza l’autonomia e la libertà dell’artista, il suo diritto all’indipendenza e all’originalità, in contrapposizione ai principi dell’arte classica.

Vedi anche Romanticismo (musica); Romanticismo (letteratura).

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