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Atene

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Atene, GreciaAtene, Grecia
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1

Introduzione

Atene (greco Athínai), capitale della Grecia, capoluogo della provincia dell’Attica. Situata nella parte orientale della Grecia continentale e circondata dai monti Parnaso, Pentelico, Egaleo e Imetto, Atene sorge ai margini di una pianura costiera solcata da due fiumi minori, il Cefiso e l’Ilisso, che la attraversano. Con il porto del Pireo, situato circa 8 km a sud-ovest sul golfo Saronico (un’insenatura del mar Egeo), costituisce un unico grande agglomerato urbano (3.215.104 abitanti nel 2003).

Atene domina la vita economica, amministrativa, culturale e politica della Grecia: vi è concentrata gran parte dell’attività industriale della nazione, ed è sede di industrie tessili, chimiche, metallurgiche, cartarie e alimentari. Attiva anche la produzione del cuoio e delle ceramiche. I settori dell’editoria e del turismo svolgono un ruolo di rilievo nell’economia locale. La città è inoltre il principale nodo di comunicazioni del paese.

2

Urbanistica e luoghi di interesse

La moderna città di Atene è dominata da due rilievi: il Licabetto (277 m) e l’Acropoli (156 m), la celebre collina dalla superficie piana su cui svettano il Partenone e altri monumenti dell’antichità. Ai piedi dell’Acropoli sorge il caratteristico quartiere della Plaka, d’impronta ottomana. La città conserva anche resti romani e chiese bizantine.

I quartieri centrali, costruiti in gran parte verso la metà del XIX secolo, si snodano tra piazza della Concordia e piazza della Costituzione, cuore della città moderna, intorno a cui sono concentrati il Palazzo del Parlamento e numerosi musei. Tra questi si ricordano il Museo archeologico, il Museo bizantino, il Museo Benaki e il Museo dell’Acropoli. Tra le istituzioni accademiche cittadine si citano l’Università nazionale (1837) e il Politecnico di Atene (1836).

2.1

L’Acropoli

L’Acropoli, una formazione rocciosa naturale che si eleva circa 150 m sul livello del mare, fu costantemente abitata a partire dal Neolitico, e durante la tarda età del Bronzo, come tutte le altre cittadelle micenee, fu fortificata con imponenti edifici. Le testimonianze relative al lasso di tempo tra la civiltà micenea e il periodo arcaico (VI secolo a.C.) sono scarse, a causa delle numerose ricostruzioni successive. Agli inizi del VI secolo a.C. fu eretto il tempio di Atena, la dea protettrice della città, chiamato Hekatómpedon (“di cento piedi”, riferito alla sua lunghezza), nello stesso luogo in cui oggi si trova il Partenone.

La vittoria dei greci sui persiani nella battaglia di Maratona (490 a.C.) spinse gli ateniesi a intraprendere un ambizioso programma di costruzioni, nel quale l’erezione di templi dedicati agli dei rappresentava la celebrazione della vittoria. Il progetto più imponente fu il rifacimento dell’Hekatómpedon: erano già state gettate le fondamenta e i lavori del colonnato marmoreo erano ormai in fase avanzata, quando i persiani saccheggiarono la città e devastarono l’Acropoli (480 a.C.). Dopo la vittoria decisiva sui persiani, l’anno seguente gli ateniesi giurarono di non ricostruire i templi sull’Acropoli per i successivi trent’anni, come monito dell’empietà commessa dagli invasori contro gli dei.

Fu Pericle che decise di riprendere i lavori di costruzione su scala monumentale; il suo ambizioso programma, affidato a Fidia come coordinatore e supervisore, fu finanziato dal tesoro della Lega delio-attica. Si iniziò con l’edificazione del Partenone (iniziato nel 447 a.C.) e dei Propilei (iniziati nel 437). Dopo la morte di Pericle, fra il 427 e il 423 a.C. venne eretto il piccolo ed elegante tempio ionico di Atena Nike (iniziato nel 427 ca.), su progetto di Callicrate, posto su un bastione che domina dall’alto l’accesso ai Propilei, cui seguì l’Eretteo, iniziato nel 421 ca.

Durante questo periodo sull’Acropoli furono poste numerose statue, come offerte votive, e alcuni capolavori, fra cui opere di Mirone, Fidia, Alcamene. La configurazione dell’Acropoli rimase pressoché immutata nei secoli seguenti: le uniche variazioni furono costituite da alcune statue donate da Attalo re di Pergamo e dal piccolo tempio rotondo di Roma e Augusto, eretto sotto questo imperatore davanti al Partenone.

Alle pendici dell’Acropoli sorsero importanti santuari, e soprattutto trovarono posto, verso sud, il teatro di Dioniso Eleuteréo, fondato da Pisistrato entro il santuario del dio, e l’odeon di Pericle, una grande sala coperta per gare musicali. Molti secoli più tardi, venne costruito il grande odeon in marmo di Erode Attico (161 d.C.), tuttora utilizzato per le rappresentazioni.

2.2

L’agorà

A nord-ovest dell’Acropoli si trova l’agorà, collegata a questa dall’ultimo tratto della strada delle Panatenee, che la attraversava provenendo dal Dípylon. La piazza era il centro della vita quotidiana, il luogo principale per incontri, acquisti, discussioni politiche; era sede di uffici e magistrature, serviva per riunioni e assemblee, vi si svolgevano gare e spettacoli.

Era circondata da edifici a portici (stoai) costruiti in epoche diverse, a partire dal VI secolo a.C., come la Stoà basiléios, sede dell’arconte re (VI secolo) o la Stoà poikíles (“dipinta”), affrescata da Polignoto e Micone con le battaglie sostenute da Atena (460 ca. a.C.), o quella di Attalo II, dono del re di Pergamo alla città (II secolo a.C.).

Oltre a vari santuari, fra cui quello di Apollo Patróo (IV secolo), nella piazza vi era l’Altare dei dodici dei dell’Olimpo, presso cui veniva votato l’ostracismo. In età romana venne costruito, quasi al centro dell’agorà, l’odeon di Agrippa (15 a.C.). Su un terrazzo a ovest, verso il quartiere del Ceramico, sorge il tempio di Efesto (Hephaistéion), eccezionalmente conservato, realizzato in marmo pentelico intorno al 440 a.C.

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