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Aracee

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Introduzione

Aracee Famiglia di piante erbacee che comprende oltre 100 generi e più di 2.000 specie, diffuse principalmente nelle aree a clima tropicale e subtropicale dei continenti americano e asiatico, in habitat umidi e poco esposti al sole. Cinque generi (Colocasia, Alocasia, Cyrtosperma, Xanthosoma e Amorphophallus) comprendono specie commestibili, delle quali si consumano i rizomi e le foglie, organi particolarmente ricchi di amido.

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Caratteristiche

Un genere così ampio comprende specie molto differenti fra loro per ecologia, morfologia delle foglie e dell’infiorescenza. Vi sono specie acquatiche che vivono sommerse o galleggiano; le specie terrestri in molti casi sono caratterizzate da un rizoma (fusto modificato) o da un bulbo (organo formato da foglie modificate), ma annoverano anche rampicanti ed epifite.

Le foglie possono essere semplici o composte, di forma ovale, sagittata, tondeggianti con margine ondulato; possono svilupparsi dal rizoma sotterraneo, ed essere sostenute da un picciolo di consistenza carnosa, oppure possono formarsi da un fusto aereo. In alcune specie le foglie superano i 50 cm di lunghezza.

Molte aracee contengono cristalli di ossalato di calcio; nelle specie commestibili, questa sostanza ha un effetto irritante sulle mucose della bocca, che viene neutralizzato sottoponendo i vegetali a fermentazione o a cottura. Molte specie, inoltre, producono un latice di consistenza lattiginosa.

L’elemento più riconoscibile delle aracee, tuttavia, è il fiore: si tratta in realtà di un’infiorescenza formata da una spiga di piccoli fiori circondata da una brattea (spata) spesso vivacemente colorata. Questo tipo di infiorescenza è detta spadice. I fiori veri e propri sono ermafroditi o unisessuali a seconda delle specie; nei primi vi è solo una corolla di 4-6 tepali, mentre negli altri anche questa è praticamente assente. In una stessa infiorescenza vi possono essere fiori unisessuali maschili e fiori femminili, riuniti in porzioni diverse dell’asse fiorale. L’impollinazione è entomofila; i frutti sono bacche.

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Specie rappresentative

Arum, il genere tipico della famiglia, comprende circa 15 specie tra cui il gigaro scuro, Arum maculatum. Il fiore emette un odore nauseante, attirando così al suo interno gli insetti che, trattenuti all’interno della spata da “peluzzi” incurvati verso il basso, possono uscire solo dopo che i fiori femminili sono stati fecondati.

Il genere Alocasia è noto anche come “orecchio d’elefante” per le enormi foglie, lughe anche 1 m, a forma di cuore con la punta rivolta verso l’alto, sorrette da piccioli lunghi e rigidi. È originaria dell’Asia sudorientale e affine al taro, Colocasia esculenta.

Ai generi Anthurium, Spatyphillum, Zanthedeschia, Phylodendron, Dieffenbachia, Pothos, Monstera, Syngonium, appartengono specie coltivate in vaso nei climi temperati come piante d’appartamento, e diffuse anche nel nostro paese. In particolare, l’anturium, Anthurium andreanum, è apprezzato per la bellezza del fiore, ornato da una vistosa brattea appiattita di colore rosso brillante, di consistenza carnosa e lucentezza cerosa; lo spatifillo, Spatyphillum clevelandi, produce uno spadice bianco di consistenza membranosa e ricco fogliame verde scuro, che ben si adatta anche ad ambienti poco illuminati purché umidi; la calla, gen. Zanthedeschia, fiorisce producendo “imbuti” dal delicato profumo ed è adatta come pianta da fiore reciso.

Agli altri generi citati appartengono invece specie il cui pregio ornamentale è costituito dal fogliame, spesso variegato e screziato (come nella dieffenbachia), oppure frastagliato in modo caratteristico (è il caso della monstera), oppure cuoriforme e ricadente, adatto a ornare cesti appesi e mensole (utilizzo tipico del pothos).

Alle aracee appartengono, curiosamente, piante che si possono definire “da record”. Amorphophallus titanum è la pianta con un “fiore” fra i più grandi del mondo: ha una spiga centrale alta circa 2,5 m che si eleva da una brattea circolare di 4 m di circonferenza, come se fosse poggiata su un vassoio. Per contro, il genere Wolffia comprende piccolissime piantine acquatiche che galleggiano sulla superficie delle acque dolci lacustri e paludose, dalle foglie circolari di dimensioni millimetriche; leggermente più grandi sono altre acquatiche affini, Lemna (la comune lenticchia d’acqua) e Spirodela. Questi generi erano un tempo riuniti nella famiglia a se stante delle lemnacee; nel 2004 studi filogenetici ne hanno stabilito l’affinità con le aracee e l’inserimento in questa famiglia.

Classificazione scientifica: La famiglia delle aracee appartiene all’ordine delle arali, classe monocotiledoni, divisione angiosperme.

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