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Lingua ungherese

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Lingua ungherese Lingua appartenente al ramo ugrico delle lingue ugrofinniche, detta anche magiara. Parlata in origine sul versante orientale dei monti Urali, è attualmente usata in Ungheria e dalle minoranze ungheresi che vivono nei paesi limitrofi (Austria, Repubblica Slovacca, Ucraina, Serbia e Romania). Presenta scarsa variabilità dialettale. Le lingue più strettamente imparentate con l'ungherese sono il vogulo e l'ostiaco, parlate presso il corso del fiume Ob, nella Siberia occidentale.

Il protoungherese si differenziò dalle lingue affini oltre duemila anni fa e gradualmente migrò verso ovest, raggiungendo l'area di diffusione attuale intorno al 900 d.C. Nel corso delle migrazioni, nel lessico ugrofinnico confluirono molte parole, soprattutto dalla lingua turca e da lingue iraniche parlate nel Caucaso. Dopo il 900 un gran numero di parole è stato mutuato da alcune lingue romanze, dalle lingue slave, dal turco ottomano e dal tedesco.

Come tutte le lingue del gruppo ugrofinnico, l'ungherese ha una struttura agglutinante, in cui ogni parola consiste di un tema seguito da uno o più suffissi. I suffissi seguono le leggi dell'armonia vocalica: un tema che contiene una cosiddetta vocale posteriore (a, o, u breve o lunga) accetta solo suffissi con vocali posteriori (hát, 'dorso'; hátunk, 'il nostro dorso'; háton, 'sul dorso'), mentre un tema contenente una vocale anteriore (e, i, ö, ü breve o lunga) prende suffissi con vocali anteriori (hét, 'settimana'; hetünk, 'la nostra settimana'; héten, 'durante la settimana').

L'alfabeto ungherese, un alfabeto latino modificato, formatosi nel XIII secolo, presenta i gruppi consonantici sz, cs, zs, ty, gy e ny (che rispettivamente si pronunciano come s dura di 'sole', c dolce di 'ciao', j francese di jour, t inglese di tune, gh di 'ghiro', ma con lingua più arretrata, e gn di 'gnomo'); c e s corrispondono a z di 'pizza' e sc di 'scena'. Per il resto, la pronuncia delle consonanti corrisponde a quella normale dell'alfabeto latino. La lunghezza delle vocali viene indicata per mezzo di uno o due accenti acuti: á, é, í, ó, ú,ő, ű; le vocali brevi sono prive di tali accenti: a, e, i, o, u, ö, ü. L'accento tonico cade sempre sulla prima sillaba delle parole.

Il sostantivo ungherese non conosce flessione, ma ha molti suffissi che corrispondono ai diversi casi grammaticali; esistono anche dodici suffissi possessivi (ad esempio, zsebem, 'la mia tasca'; zsebeim, 'le mie tasche'; zsebembe, 'nella mia tasca'). Il verbo può indicare non solo la persona, il numero, il tempo e il modo, ma anche la presenza o l'assenza di un oggetto (olvasok, 'sto leggendo'; olvasom, 'sto leggendolo'; olvasnál, 'leggeresti'; olvasnád, 'lo leggeresti').

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