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Risonanza magnetica nucleare

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Risonanza magneticaRisonanza magnetica

Risonanza magnetica nucleare o NMR Tecnica sviluppata negli anni Cinquanta del Novecento dal fisico statunitense di origine svizzera Felix Bloch per l’analisi spettroscopica delle sostanze.

Nella risonanza magnetica nucleare, un campione di sostanza è posto in un intenso campo magnetico che agisce sugli spin dei nuclei atomici, orientandoli secondo una determinata direzione. Un’onda radio attraversa il campione e produce un nuovo orientamento degli spin. Quando l’onda viene rimossa, i nuclei emettono un impulso di energia che fornisce informazioni sulla struttura molecolare della sostanza; queste informazioni possono essere trasformate in immagine utilizzando tecniche computerizzate.

All’inizio degli anni Ottanta la NMR (dall’inglese Nuclear Magnetic Resonance) divenne anche un valido strumento diagnostico capace di fornire precise immagini dei tessuti del corpo umano, preferibile in alcuni casi alla TC (tomografia computerizzata) o all’ecografia. In determinate applicazioni mediche, e in particolare negli esami diagnostici del cranio e in caso di emorragia cerebrale, la NMR è più spesso definita risonanza magnetica per immagini (MRI, dall’inglese Magnetic Resonance Imaging). La validità della MRI come strumento diagnostico consiste nell’evitare al paziente l’assorbimento di radiazioni ionizzanti nocive; una limitazione alla sua applicazione, tuttavia, è costituita dalla presenza di protesi metalliche nel paziente.

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