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Lingue indiane d’America

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1

Introduzione

Lingue indiane d’America Lingue indigene delle popolazioni native del Nord, Centro e Sud America (vedi Indiani d’America). Il numero preciso delle lingue native americane è ignoto; si valuta che nell’America settentrionale siano tuttora parlate circa 200 lingue distinte. Nella Mesoamerica (Messico e America centrale) sono note circa 350 lingue. Nell’America meridionale se ne parlano circa 450; sopravvivono informazioni su 120 lingue estinte e altre 1500-2000 sono menzionate in vari documenti.

Si ritiene che, quando gli europei arrivarono nelle Americhe, circa un milione e mezzo di persone parlasse lingue native americane nell’America settentrionale (mentre oggi i parlanti sono meno di 200.000), circa cinque milioni in America centrale (oggi più di sei milioni) e da dieci a venti milioni in America meridionale (oggi undici o dodici milioni).

Lo studio delle lingue native americane ha fornito preziosi elementi in merito alla teoria linguistica, alla preistoria delle Americhe e al rapporto tra lingua e cultura, nonché sulle modalità del pensiero e della percezione. Molte di queste lingue rischiano di scomparire in breve tempo e pertanto richiedono urgenti attenzioni. È comunque incoraggiante che, nel XX secolo, sempre maggiore sia il numero dei nativi americani che va impegnandosi nello studio formale delle proprie lingue d’origine.

2

Lingue degli indiani nordamericani

La classificazione delle lingue degli indiani nordamericani è tra i campi di indagine più controversi della storia della linguistica. Il flusso migratorio delle popolazioni che dal continente asiatico si spostarono a quello americano avvenne probabilmente in successive ondate. Ciò può spiegare la difficoltà di individuare tra le lingue indiane nordamericane, e in genere fra tutti gli idiomi parlati dai nativi americani nell’intero continente, tratti che possano fare ipotizzare un’origine comune, benché lontanissima.

I primi popoli asiatici ad attraversare lo stretto di Bering potrebbero quindi essere appartenuti a famiglie linguistiche differenti dalle genti che furono protagoniste dei successivi spostamenti: si spiegherebbe così la profonda differenziazione tra le lingue indiane nordamericane e quelle sudamericane.

Tra le quattro famiglie in cui si è soliti suddividere il gruppo delle lingue indiane nordamericane, l’eschimo-aleutina è quella che conserva affinità più spiccate con le lingue asiatiche, e non a caso si estende nell’area geograficamente più prossima al continente asiatico. Le altre tre famiglie sono la na-dené, l’algonchina e la siou. Vi sono poi piccole aree linguistiche che non sono raggruppabili in nessuna delle precedenti famiglie, come ad esempio il gruppo muscoghiano (muskogean) delle regioni meridionali degli Stati Uniti. Questo e altri costituiscono entità isolate e perdipiù in progressiva estinzione, dove spesso il numero dei parlanti non raggiunge neppure l’ordine delle centinaia.

2.1

Lingue eschimo-aleutine

La famiglia eschimo-aleutina comprende un ristretto gruppo di idiomi parlati alle latitudini più settentrionali del continente, dalla Groenlandia alle regioni settentrionali, e prevalentemente costiere, del Canada e dell’Alaska, fino all’arcipelago delle isole Aleutine. Fuori dal continente americano, in alcune regioni della Siberia si parlano lingue di questa famiglia.

Le lingue principali sono l’aleutino e l’eschimese (o eskimo); quest’ultimo è suddiviso in una miriade di dialetti, che mutano significativamente anche a breve distanza geografica l’uno dall’altro, ma che sono raggruppabili in due rami principali: lo yupik, a ovest (che include varianti alaskane e siberiane), e l’inuit, a est e a nord. L’inuit, a sua volta suddiviso in inupiatun (parlato in Alaska) e inuktitut (parlato in Canada e in Groenlandia), conta più di 60.000 parlanti. La varietà groenlandese funge da lingua nazionale, essendo molto più usata di quella ufficiale, il danese.

2.2

Lingue na-dené

La famiglia delle lingue na-dené è composta da una quarantina di idiomi diffusi dall’Alaska alle regioni nordoccidentali del Canada, fino agli Stati Uniti centromeridionali. Qui, in un’area che interseca gli stati dell’Arizona, del New Mexico e dello Utah, è parlato l’athabasca, con le sue varianti navajo, la lingua maggiormente diffusa (circa 80.000 parlanti) e apache. Appartengono al gruppo na-dené anche gli haida e i tlingit, stanziati nell’attuale Columbia Britannica.

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