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Siracusa Città e capoluogo di provincia della Sicilia, è situata nella parte sudorientale dell'isola, sul mar Ionio. Si estende in parte sulla piccola isola dell'Ortigia, che separa le insenature del Porto Grande e del Porto Piccolo, ed è collegata con la terraferma tramite un ponte. La città è il principale mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo, oltre che attivo porto commerciale e peschereccio, centro industriale alimentare, chimico, metalmeccanico e del legno. È inoltre un frequentato centro turistico. La provincia, che comprende 21 comuni ed è per oltre due terzi collinare e per il resto pianeggiante, è dedita all'agricoltura (cereali, agrumi, ulivo, vite, ortaggi), all'allevamento di ovini e caprini, alla pesca. Ad Augusta, porto commerciale e base navale militare, ha sede un centro di produzione petrolchimica, alimentare (conservazione del pesce) e di sale marino.
La Siracusa di oggi, che nel 1943 fu porto di sbarco degli Alleati e venne gravemente danneggiata dalle operazioni belliche del conflitto mondiale, conserva, nell'isoletta dell'Ortigia, il suo centro storico, nel quale le vie aperte successivamente hanno solo in parte celato la minuta tessitura urbanistica medievale di origine araba, e dove si trovano, fra tracce sparse di varie epoche, notevoli monumenti, quali i resti del tempio di Apollo (VII-VI secolo a.C.), forse il più antico tempio dorico della Sicilia; il Duomo, costruito nel VII secolo inglobando il tempio greco di Atena, più volte rimaneggiato e con la facciata barocca risalente agli anni 1728-1754; il Castello Maniace, voluto da Federico II di Svevia nel 1239. Nel Palazzo Bellomo, di impianto svevo con elementi gotico-catalani, è ospitata la Galleria nazionale, che espone l'Annunciazione di Antonello da Messina e il Seppellimento di santa Lucia del Caravaggio. Da citare la via della Maestranza, antica strada medievale oggi d'aspetto barocco, e via Vittorio Veneto, risalente al periodo spagnolo; la fonte Aretusa, presso il lungomare che guarda il Porto Grande, ornata da papiri, legata al mito della ninfa mutata in fonte da Artemide; la fonte Ciane, a 7 km dal centro verso sud-ovest, che ricorda un analogo mito, in un'area ricca di papiri, oggi Riserva naturale protetta. Sulla terraferma, nell'area degli antichi quartieri della Tyche e dell'Acradina, si estendono la città moderna e il parco archeologico della Neàpoli, cinto in parte dal panoramico viale Rizzo. All'interno vi si trovano, fra l'altro: il grandioso teatro greco (V-III secolo a.C.), scavato nella roccia del colle Temenite, dove nel 476 a.C. fu rappresentata la tragedia Le Etnee di Eschilo e dove tuttora si tengono suggestive rappresentazioni classiche; l'ara di Gerone II, tagliata nel calcare e dalle gigantesche proporzioni (23x180 m); l'anfiteatro romano del III-IV secolo d.C., in parte scavato nella roccia, lungo 140 m; la Latomia del Paradiso, antica cava di pietra calcarea profonda fino a 45 m e densa di vegetazione, nella quale si trovano il celebre Orecchio di Dioniso, stretto intaglio che amplifica i suoni e che, secondo la leggenda, serviva al tiranno per ascoltare le parole dei prigionieri ivi rinchiusi, e l'ampia Grotta dei Cordari, con volta e pilastri di roccia conservati, che fu occupata da botteghe di artigiani; la Latomia di Santa Venera, sistemata a giardino; la necropoli dei Grotticelli e la via dei Sepolcri, con tombe scavate nella roccia nelle successive epoche greca, romana e bizantina. Di grande interesse sono inoltre le catacombe di San Giovanni (IV-V secolo), un sistema di gallerie con migliaia di loculi. Il ricchissimo Museo archeologico, istituito nel 1988, ospita le sezioni di preistoria, di protostoria, del periodo greco (pregevole è una Venere anadiomene, del II secolo a.C.), di quello delle subcolonie e dei centri indigeni ellenizzati e, non ancora ordinate, di quello ellenistico e romano. Non lontano, s'erge il moderno e grande santuario della Madonna delle Lacrime; più a sud, sono visibili resti del Ginnasio romano, complesso forse del I secolo d.C. A circa 8 km verso nord-ovest sorge, infine, la fortezza greca chiamata Castello Eurialo (402-397 a.C.), magnifica opera di difesa costruita durante le guerre contro i cartaginesi, situato nel punto più alto dell'altopiano dell'Epìpolis.
Il primo nucleo della città fu fondato nel 734 a.C. da coloni corinzi che occuparono l'Ortigia. In seguito l'antica Syrakousai si trasformò rapidamente in un emporio commerciale, dando vita al quartiere Acradina sulla terraferma e a tre subcolonie, e diventando una delle maggiori città della Sicilia. Venne governata da una serie di tiranni, che la arricchirono sviluppandone i commerci e costruendo imponenti edifici: Gelone nel 480 a.C. la condusse alla vittoria contro i cartaginesi e Gerone I, nel 474 a.C., contro gli etruschi. La città venne fortificata da Dionisio I intorno al 400 a.C., il quale, dopo l'assedio ateniese respinto nel 413 a.C., fece circondare con un'unica cinta di mura i vari settori. Siracusa, infatti, si era sviluppata in quattro quartieri: oltre all'isola e all'Acradina, la Tyche e la Neàpolis, che ospitavano i grandi monumenti; insieme a un'area difensiva a nord, l'Epípolis, questi quattro quartieri formavano la cosiddetta pentàpoli. Nel V secolo la città ospitò grandi poeti, come Pindaro ed Eschilo e nel 287 a.C. diede i natali al matematico e fisico Archimede, le cui geniali costruzioni difensive non riuscirono tuttavia a salvarla nel 211 a.C. dalla capitolazione nei confronti dei romani. Colonia sotto Augusto, Siracusa decadde progressivamente e subì le invasioni barbariche; quindi fu dominata da bizantini, arabi, normanni, svevi, angioini, aragonesi, spagnoli e infine dai sovrani borbonici: oltre un millennio durante il quale si alternarono periodi di arresto evolutivo e di attiva ripresa. Dopo il grande terremoto del 1693, la città venne in parte ricostruita secondo i canoni dell'architettura barocca. Abitanti (siracusani): 123.324 (2007).
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