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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Il settore secondario concorre nella misura del 33,8% (2005) alla composizione del PIL e impiega il 24% della forza lavoro. L’apparato industriale ucraino, che si concentra perlopiù nel bacino del Donbass, non lontano dai depositi di minerali, aveva un’incidenza determinante sull’industria sovietica (ad esempio, garantiva un terzo della produzione complessiva di acciaio); alla fine degli anni Novanta, nonostante le inefficienze dei vecchi impianti industriali, ancora troppo dipendenti dai sussidi statali, si assisteva comunque a un’espansione verso nuovi settori. Tra le industrie più importanti vi sono quelle siderurgiche, metallurgiche, meccaniche, chimiche, elettrotecniche, tessili, alimentari, del legno, della carta e del cemento; di rilievo sono inoltre i cantieri navali, presenti nell’area di Odessa, la raffinazione del petrolio e la produzione di fibre artificiali e sintetiche.
Nel 2002 il valore complessivo delle esportazioni fu di 17.927 milioni di dollari USA, mentre il valore delle importazioni fu di 16.976 milioni di dollari. Agli stati appartenenti all’ex Unione Sovietica, tradizionali partner commerciali dell’Ucraina, si sono recentemente aggiunti i paesi dell’Unione Europea, in particolare la Germania. Tra i principali beni destinati al mercato straniero vi sono macchinari, minerali ferrosi, generi alimentari, prodotti chimici, petrolchimici e tessili, mentre le importazioni riguardano macchinari, prodotti chimici, tessili, alimentari, ma soprattutto metalli e idrocarburi. Il settore terziario, attivo nei settori commerciale e dei trasporti, contribuisce per il 55,3% (2005) al PIL. L’unità monetaria è la hryvna, che sostituisce il karbovanet, valuta di transizione introdotta nel novembre del 1992, al posto del rublo russo. Sin dalla sua introduzione il karbovanet era stato soggetto a fenomeni iperinflattivi legati alla crisi economica nazionale.
Il sistema ferroviario del paese, che si estende per 22.001 km, di cui un quarto elettrificato, viene utilizzato in larga misura per il trasporto dei minerali. Discreta è la rete stradale (169.739 km), mentre assai rilevante è il traffico marittimo, che si svolge principalmente nei porti di Odessa, Kerč e Mariupol affacciati sul Mar Nero e il mar d’Azov. Degne di nota sono inoltre le comunicazioni fluviali lungo il Danubio, il Bug e il Dnepr. Il principale aeroporto internazionale si trova a Kiev.
Repubblica federativa dell’URSS dal 1922, l’Ucraina proclamò la sua indipendenza il 24 agosto 1991. La Costituzione del 1996 è stata emendata nel 2000 nella direzione di un rafforzamento dei poteri del capo dello Stato. Il paese è afflitto da un acceso conflitto politico tra una fazione filorussa e una filoccidentale, protagonista nel 2004 della cosiddetta “rivoluzione arancione”. Lacerazioni e tensioni hanno continuato a caratterizzare anche in seguito la vita politica del paese. L’Ucraina è tra i paesi fondatori della Comunità di stati indipendenti.
Il presidente della Repubblica viene eletto a suffragio universale con un mandato di cinque anni; egli nomina il primo ministro e il consiglio dei ministri, che devono ottenere la fiducia del Parlamento.
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