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  • FAQ : La carie

    Cos'è la carie e come si forma? La carie è una malattia dei denti e consiste nella progressiva demineralizzazione dello smalto e della dentina.

  • Odontoiatria pediatrica odontoiatria infantile odontopediatria ...

    www.carie.it tutte le informazioni sulla carie orale che colpisce la grande maggioranza della popolazione, come curarla e come prevenirla

  • La carie

    La carie è un processo distruttivo del dente dovuto ai batteri presenti intorno ai denti (placca batterica).

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Carie

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Introduzione

Carie Patologia dei denti che può colpire lo smalto o propagarsi da questo verso gli strati più interni, provocandone il rammollimento e la degenerazione. La carie dentaria può verificarsi sia nei denti permanenti che nei denti da latte e si localizza principalmente nei solchi dei premolari e molari.

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Sintomi

La carie è la manifestazione del processo di erosione dei tessuti dentari operato da particolari batteri. Nella bocca, infatti, è normalmente presente una comunità di microrganismi che prende il nome di flora batterica; in particolare, gli streptococchi Streptococcus sanguis e, successivamente, Streptococcus mutans e vari lactobacilli, compiono una reazione di fermentazione che trasforma gli zuccheri semplici introdotti con l’alimentazione in acido lattico. Tale fenomeno è in grado di corrodere e lesionare la superficie del dente, iniziando, quindi, un processo di progressiva degenerazione dello smalto.

Alcuni autori ritengono che all’origine della carie potrebbero esservi anche altri fenomeni, come la degradazione di molecole proteiche presenti nei cibi (proteolisi), operata da alcuni batteri della flora, da cui deriverebbero composti erosivi dello smalto, oppure la carenza di cellule particolari (gli odontoblasti) da cui derivano i componenti del dente. La lesione nello smalto, comunque prodottasi, permette ad altri batteri di penetrare nella dentina; si verifica una progressiva erosione del dente e la formazione di una cavità. L’estendersi di tale processo provoca l'infezione dei tessuti più profondi; in casi gravi, il processo infettivo può estendersi all’osso mascellare.

Il processo di formazione della carie è accompagnato dalla formazione di gas di putrefazione che, se l'apertura nella polpa dentaria è ostruita, non possono fuoriuscire e producono un dolore intenso.

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Terapia

L’intervento che, in caso di carie, si rende necessario è l’asportazione dei tessuti infetti, la ripulitura della cavità dentaria e la successiva otturazione di questa. Se però l’infezione è divenuta profonda e ha interessato anche le terminazioni nervose del dente, può essere necessario procedere alla cosiddetta devitalizzazione, ossia all’asportazione della terminazione stessa allo scopo di eliminare il dolore provocato dal processo infettivo. Il materiale utilizzato per otturare la cavità dentaria può essere di tipo diverso: vi sono impasti (o amalgame) a base di oro, d'argento, di porcellana, di cemento sintetico o di resine. In vari casi, è necessario procedere anche alla ricostruzione della corona dentaria, ossia della parte del dente che sporge dalla gengiva; è possibile utilizzare capsule di materiale ceramico per rivestire il moncone di dente che rimane dopo l’operazione di ripulitura dei tessuti cariati.

3.1

Prevenzione della carie

La carie è un’affezione diffusa soprattutto nei paesi occidentali, nei quali vi è un regime alimentare ad alto tenore di zuccheri. La sua prevenzione è estremamente importante per evitarne la precoce insorgenza. Le principali modalità di prevenzione sono l’effettuazione di periodici controlli odontoiatrici e il mantenimento di un’adeguata igiene orale. Le misure igieniche più comuni consistono nel lavarsi i denti dopo ogni pasto, o almeno al mattino e alla sera, e nell’uso quotidiano del cosiddetto filo interdentale, con il quale è possibile asportare eventuali residui di cibo dagli interstizi dell’arcata dentaria. Anche la somministrazione di fluoro in modo continuativo e fin dalla tenera età risulta un’utile misura preventiva, poiché permette la formazione di uno smalto più resistente all’azione cariogena dei batteri.

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