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Concorrenza In economia, forma di mercato in cui agisce una pluralità di operatori, nessuno dei quali in grado di influenzare l’andamento degli scambi.
È il tipo ideale di concorrenza elaborato dagli economisti. Benché quasi irrealizzabile nella pratica, la nozione di concorrenza perfetta fornisce un utile elemento per valutare l'efficienza dei mercati reali. La concorrenza perfetta esiste quando: 1) sul mercato di un prodotto opera un grande numero di imprese e di compratori; 2) in media, le imprese sono piccole; 3) compratori e venditori conoscono perfettamente tutte le transazioni del mercato. La presenza di un gran numero di imprese e di compratori fa sì che nessuno possa influenzare il mercato, ossia nessuna persona o impresa singola sia in grado di imporre le condizioni (prezzi, quantità scambiate ecc.) in cui avviene lo scambio di beni e servizi (al contrario di quanto avviene nel monopolio o nell'oligopolio). In condizioni di concorrenza perfetta, affermano gli economisti, i beni e i servizi verrebbero prodotti al massimo dell'efficienza e cioè al prezzo e al costo più bassi, e i consumatori otterrebbero la quantità massima di beni e servizi.
L'assenza di concorrenza perfetta in molti mercati ha portato alla ricerca di un'alternativa più realistica per valutare il rendimento in particolari circostanze. In pratica, il numero di imprese tende a essere limitato e un'impresa può così esercitare una certa influenza sul mercato. I partecipanti, inoltre, non hanno quasi mai una conoscenza completa delle condizioni di mercato. Ma se la situazione non è tanto negativa da giustificare l'intervento statale, il livello di concorrenza viene considerato accettabile, in quanto i risultati ottenuti sono approssimativamente confrontabili con ciò che dovrebbe avvenire nelle condizioni ideali della concorrenza perfetta.
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