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Himalaya Sistema montuoso dell'Asia comprendente una serie di catene parallele che formano la regione più elevata del globo. Più di trenta vette superano i 7.600 m: tra queste il monte Everest che, con i suoi 8.850 m, è la cima più alta del mondo. Il vasto sistema si estende per 2.400 km tra il corso superiore del fiume Indo e quello del Brahmaputra, attraverso il Kashmir, l'India, il Tibet, il Nepal, il Sikkim e il Bhutan, per una superficie complessiva di circa 594.400 km².
In età paleozoica e mesozoica (tra 570e 65 milioni d'anni fa) questa zona occupava i fondali dell'antico mare di Tetide, compreso nella parte settentrionale della zolla su cui sorge il subcontinente indiano. I monti si formarono conseguentemente all'azione della tettonica a zolle, a causa della quale la placca indiana, spostandosi verso nord, entrò in collisione con la massa continentale asiatica. Il sollevamento principale si verificò durante il Terziario (tra 65 e 12 milioni d'anni fa) e le catene del sistema si svilupparono a stadi successivi, a partire dalle zone settentrionali verso sud. Attualmente il sistema non ha ancora raggiunto un equilibrio e la zona è spesso soggetta a violenti terremoti. L'Himalaya è costituito principalmente da rocce metamorfiche; a sud si trovano estese aree di rocce ignee. In molte zone sono stati inoltre rinvenuti sedimenti marini risalenti al Paleozoico e al Mesozoico. Il sistema può essere suddiviso in quattro fasce parallele, disposte in senso longitudinale e di ampiezza diversa; da sud a nord, l'Himalaya Esterno (che comprende i monti Siwalik), il Piccolo Himalaya, il Grande Himalaya e l'Himalaya Tibetano. Il Piccolo Himalaya comprende rilievi che raggiungono i 4.572 m d'altezza e alcune valli a 915 m. Il Grande Himalaya costituisce la catena principale dell'intero sistema, con vette che raggiungono un'altitudine media di 6.100 m; gran parte delle vette più elevate si trova in Nepal, con nove tra le quattordici montagne più alte del mondo, tra le quali (oltre all'Everest) il Kanchenjunga, il Dhaulagiri e l'Annapurna. Il K2 (la seconda montagna del mondo, con 8.611 m) si trova nel Karakoram, al confine tra Pakistan e Cina. I passi dell'Himalaya, spesso disposti lungo o attraverso i ghiacciai, sono i più alti del mondo, con un'altezza media di circa 3.000 metri; tutti quelli superiori ai 4.880 metri sono inagibili da novembre a maggio a causa delle abbondanti nevicate.
L'Himalaya è solcato da alcuni dei principali fiumi asiatici, e dai loro affluenti: il Brahmaputra, l'Indo, il Sutlej e il Gange. Il sistema comprende inoltre numerosi laghi di origine glaciale, i più estesi dei quali si trovano a quote relativamente basse. Oltre il limite delle nevi perenni sono presenti ghiacciai di dimensioni contenute.
Nell'Himalaya si distinguono tre stagioni climatiche: da ottobre a febbraio le temperature sono basse, da marzo a giugno elevate e da giugno a settembre la regione è colpita dai monsoni provenienti da sud-ovest. La catena più alta dell'Himalaya forma un'ampia barriera che arresta e condensa molta dell'umidità trasportata dai monsoni. L'umidità si deposita sui versanti meridionali dei rilievi dove si verificano frequenti precipitazioni; il versante settentrionale è invece arido o semiarido. L'altezza dell'Himalaya influisce anche sulla temperatura: sul versante meridionale il clima varia da subtropicale (alle quote più basse) a temperato (a circa 2.130 metri) e alpino (a circa 3.660 metri). Il limite delle nevi perenni si trova a circa 5.000 metri; alle quote più elevate si incontrano venti fortissimi.
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