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Esposizioni internazionali

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Fuksas: Fiera di MilanoFuksas: Fiera di Milano
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Introduzione

Esposizioni internazionali Manifestazioni pubbliche affermatesi in Europa verso la metà dell’Ottocento e tuttora organizzate, nell’ambito delle quali vengono esposti prodotti artigianali, industriali o artistici. Idealmente traggono la loro origine dalle grandi fiere medievali, nelle quali si presentavano, vendevano e scambiavano prodotti di ogni genere. La prima esposizione a scopo propagandistico si tenne nel 1756-57 in Gran Bretagna, sotto il patrocinio della Società delle arti.

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Principali tipi di esposizioni

A partire dalla seconda metà del XIX secolo si andarono definendo diversi ambiti di specializzazione: tre furono le principali tipologie di esposizioni.

Innanzitutto furono organizzate esposizioni industriali finalizzate alla diffusione dei prodotti di una specifica industria, o di più settori o, ancora, di un dato paese. Molto importanti furono, ad esempio, le esposizioni di prodotti in cuoio a Berlino (1877), di prodotti britannici a Londra (1924) e di arredamenti d’interni a Parigi (1947).

Un secondo tipo di esposizioni, particolarmente diffuso negli Stati Uniti, fu quello dedicato alla commemorazione di eventi storici cruciali per la storia del paese.

Un terzo tipo è quello rappresentato dalle esposizioni universali internazionali, patrocinate da un governo nazionale e concepite per esporre una vasta gamma di prodotti. La prima grande esposizione internazionale si tenne a Londra nel 1851, sotto la direzione della Società delle arti presieduta dal principe Alberto, consorte della regina Vittoria. Per l’occasione fu edificato il Crystal Palace, su progetto dell’architetto Joseph Paxton. Al successo della Grande Esposizione del 1851 seguì la notevole risonanza internazionale di altre manifestazioni dello stesso tipo, tenute a Dublino e New York (1853), e a Parigi nel 1855, nell’area degli Champs-Elysées.

Nel 1862 fu inaugurata a Londra un’altra importante esposizione, che tuttavia ebbe meno successo di quella del 1851, nonostante la partecipazione di 29.000 espositori e la presenza di oltre sei milioni di visitatori. Da allora la maggior parte delle esposizioni universali operarono in perdita, ma, dato il valore delle promozioni e le entrate del turismo legato a tali eventi, si decise di finanziarle con sussidi statali ed emissioni di prestiti obbligazionari.

Nel 1867 il governo francese e la città di Parigi patrocinarono un’Esposizione internazionale cui parteciparono 43.000 espositori e quasi 7 milioni di visitatori. Nel 1873 a Vienna si tenne la più grande Esposizione internazionale fino ad allora mai allestita. Fu eretto un edificio nel Prater, il famoso parco viennese sul Danubio, che ospitò quasi 26.000 espositori e 6.500.000 visitatori. Tre anni dopo a Philadelphia si organizzò l’Esposizione internazionale americana, con la quale si voleva celebrare il centenario della Dichiarazione d’Indipendenza.

A Parigi, in occasione dell’esposizione del 1878, fu eretto sulla riva destra della Senna il Palais du Trocadéro, che rimase come struttura permanente fino a quando ne fu decisa la demolizione per lasciar posto al Palais de Chaillot (ultimato in occasione dell’Esposizione internazionale del 1937). Ancora a Parigi, nel 1889 si tenne la quarta Esposizione internazionale in Francia, nel centenario della Rivoluzione: in quest’occasione fu eretta la Torre Eiffel, destinata in origine alla demolizione, ma che divenne invece il simbolo della città. La manifestazione ospitò circa 62.000 espositori e 32 milioni di visitatori. Il 400° anniversario della scoperta dell’America fu celebrato con un’Esposizione internazionale a Chicago nel 1893, che costò oltre 31 milioni di dollari, presentò più di 65.000 espositori e contò 27.500.000 visitatori. La quinta grande esposizione francese si tenne a Parigi nel 1900: fu un grande successo, con più di 40 milioni di visitatori e 80.000 espositori.

In Italia, nell’Ottocento si tennero l’Esposizione internazionale di Torino (1870) e quella di Milano (1881).

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Esposizioni internazionali nel XX secolo

Durante il XX secolo le esposizioni internazionali si trasformarono in complesse e raffinate vetrine degli sviluppi tecnologici e industriali, in grado di esercitare un forte impatto economico e sociale. Nel 1923 fu costituito a Parigi l’Ufficio internazionale delle esposizioni (BIE, Bureau international des expositions), incaricato di regolamentare e controllare l’organizzazione di tali manifestazioni. Circa 70 paesi, esclusi gli Stati Uniti, aderirono ai regolamenti del BIE.

Fra le decisioni assunte dal BIE vi furono la cadenza periodica con cui un paese poteva ospitare un’esposizione, e una classificazione delle esposizioni internazionali in “generali” e “speciali”, a seconda che interessassero uno o più settori produttivi, e in esposizioni di “classe I”, o universali, in cui ai paesi partecipanti sarebbe spettato edificare il proprio padiglione, e di “classe II”, in cui nessun paese partecipante avrebbe potuto edificare il proprio padiglione. Qui di seguito si ricordano alcune fra le più importanti esposizioni del XX secolo.

3.1

L’esposizione del 150° anniversario

Nel 1926 la città di Philadelphia fu sede dell’esposizione organizzata per celebrare il 150° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776. Costata 26 milioni di dollari, dal punto di vista finanziario fu un fallimento: vi parteciparono infatti solo sei milioni di persone.

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