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Selezione naturale Insieme dei fattori che determinano la sopravvivenza di alcuni organismi rispetto ad altri, all’interno di una data popolazione. Essa determina l’evoluzione della specie, favorendo gli organismi dotati dei caratteri più adatti in un determinato ambiente, ossia quelli che hanno la fitness maggiore.
La teoria della selezione naturale fu elaborata, sia pure in modo indipendente, da Charles Darwin e da Alfred Russel Wallace. Questi scienziati la descrissero paragonandola alla selezione artificiale delle razze domestiche, che si ottiene per riproduzione controllata. La selezione naturale può essere considerata come la probabilità di ciascun individuo, e del suo patrimonio genetico, di sopravvivere e di riprodursi con successo. Per sintetizzare questo concetto, il filosofo britannico Herbert Spencer coniò l'espressione 'la sopravvivenza del più adatto'.
Con le scoperte della genetica e la nascita del neodarwinismo, l’interpretazione attuale del processo di selezione naturale si basa sulla possibilità di sopravvivere dei singoli geni, presenti all’interno del pool genico di una popolazione (cioè dell’insieme degli alleli che caratterizzano il patrimonio genetico della popolazione stessa). Le leggi che regolano tale fenomeno sono oggetto della genetica di popolazione. In una popolazione compaiono continuamente nuovi caratteri, e nuove combinazioni di geni, sia per effetto dei meccanismi di mutazione spontanea, sia per la variabilità genetica assicurata dal crossing-over e dalla ricombinazione dei cromosomi nei gameti durante il processo di meiosi; questi fenomeni avvengono in modo casuale, e hanno quindi la stessa probabilità di verificarsi in qualsiasi popolazione. A seconda delle caratteristiche ambientali, però, la possibilità di sopravvivere e di riprodursi di alcuni individui, caratterizzati da un particolare patrimonio genetico, sarà maggiore rispetto a quella di altri, che risultano sfavoriti. Il cambiamento delle condizioni esterne determina inevitabilmente anche un cambiamento della fitness degli individui: quelli che nelle condizioni precedenti erano favoriti, possono in seguito risultare sfavoriti.
Il fenomeno della selezione naturale è alla base dei processi di evoluzione e di adattamento delle specie e quindi, della biodiversità nei vari ambienti terrestri. Condizioni ambientali simili portano, anche in luoghi tra loro molto distanti, allo sviluppo di forme viventi simili (fenomeno della convergenza). Apparentemente quasi tutte le mutazioni non producono alcuna variazione rilevabile nell'organismo e per questo sono dette neutrali; la selezione naturale agisce probabilmente solo su una minoranza delle mutazioni, dette non neutrali, in grado di alterare in qualche aspetto le forme viventi.
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