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Isolazionismo In politica internazionale atteggiamento di uno stato, o di un gruppo di stati, che persegue l'isolamento nei rapporti con gli altri paesi, negando la propria partecipazione ad alleanze e a organizzazioni internazionali; storicamente, la politica isolazionista fu adottata a più riprese dagli Stati Uniti d'America, in particolare nei confronti dell'Europa.
Nel 1796, con il suo discorso di commiato alla nazione, il primo presidente degli Stati Uniti, George Washington, suggerì di non stringere alleanze permanenti con potenze straniere. Tale linea politica fu riaffermata dal presidente James Monroe in un discorso tenuto al Congresso nel 1823; temendo un intervento armato spagnolo contro le lotte di liberazione latinoamericane, e un nuovo sforzo di colonizzazione, Monroe diffidò gli stati europei dall'estendere la loro influenza politica sul Nuovo Mondo; la sua parola d'ordine fu: 'L'America agli americani'. Durante la prima guerra mondiale gli Stati Uniti accantonarono la politica isolazionista; essa fu però ribadita dal Congresso nel 1920, quando fu bocciata l'adesione alla Società delle Nazioni, e nel corso degli anni Trenta, quando furono approvate diverse leggi ispirate alla dottrina Monroe. Tuttavia, allo scoppio della seconda guerra mondiale, l'isolazionismo perse nuovamente terreno, e si affermarono gli interventisti guidati dal presidente Franklin Delano Roosevelt: fu poi l'attacco giapponese alla base navale di Pearl Harbor (1941) a motivare l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto. Nel dopoguerra la politica statunitense abbandonò qualunque tentazione isolazionista con l'enunciazione della dottrina Truman e si orientò verso la difesa della sicurezza collettiva, promuovendo la creazione dell'Organizzazione del trattato dell'Atlantico del Nord (NATO).
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