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Risultati di Windows Live® Search Laxness, Halldór Kiljan Pseudonimo di Halldór Gudjónsson (Reykjavik 1902-1998), scrittore islandese. Viaggiò a lungo in Europa nel primo dopoguerra e, subendo l’influsso dei fermenti intellettuali del periodo, abbracciò in successione l’impressionismo, il cattolicesimo, il surrealismo e il socialismo. Il suo primo romanzo di rilievo, Il gran tessitore del Kashmir (1927), scaturì dall’esperienza della conversione alla religione cattolica e dal successivo disincanto nei confronti della Chiesa. Nel 1927 Laxness compì un viaggio negli Stati Uniti, dove l’osservazione diretta di un’assurda coesistenza fra la povertà più assoluta e la ricchezza più sconfinata lo indusse ad abbracciare le idee socialiste, pur non in modo dogmatico. In America scrisse una raccolta di saggi satirici, Il libro del popolo (1929), in cui espose le sue posizioni marxiste. Le sue critiche taglienti al capitalismo e all’evoluzione della società americana resero sgradita la sua presenza negli Stati Uniti e nel 1930 fece ritorno in Islanda. Durante gli anni Trenta pubblicò una serie di romanzi che hanno per tema la vita quotidiana della gente comune nel suo paese, come Salka Valka (1931-32) e Gente libera (1934-35). Scritte in un ardito stile espressionistico, queste opere hanno la grandezza epica e la bellezza lirica delle antiche saghe nordiche. Nel 1955 Laxness venne insignito del premio Nobel per la letteratura. La produzione dello scrittore comprende anche i romanzi La campana d'Islanda (1943-1946), Gerpola (1952), Il paradiso ritrovato (1960) e Cronaca di Brekkukot (1967), nonché diversi lavori teatrali, numerose opere di saggistica e un’autobiografia in forma romanzata.
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