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Introduzione; Addomesticamento e allevamenti moderni; Bovini da latte; Bovini da carne; Razze a duplice attitudine (latte e carne); Distribuzione
Bovini domestici Mammiferi erbivori addomesticati appartenenti al genere Bos della famiglia dei bovidi. Rivestono grande importanza per l’uomo in virtù di tutti i prodotti che da essi si ricavano: carne, latte, cuoio, colla, gelatina e altri ancora. Sono due le specie bovine attualmente diffuse negli allevamenti: Bos taurus, di origine europea e comprendente la maggior parte dei bovini da carne e da latte, e Bos indicus, nativo dell’India e caratterizzato da una gobba al garrese. Quest’ultima specie è diffusa in Africa e Asia, mentre un numero minore di esemplari è presente nell’America del Nord (soprattutto nel Sud degli Stati Uniti), nell’America centrale e al Nord e al centro dell’America del Sud. Le caratteristiche generali dei bovini domestici si possono dedurre dalla loro classificazione: appartengono all’ordine degli artiodattili, e quindi sono muniti di zoccoli in numero pari per ogni piede, e al sottordine dei ruminanti, cioè hanno lo stomaco diviso in quattro cavità e sono privi dei denti incisivi superiori. Come gli altri membri della famiglia dei bovidi, hanno due corna cave, prive di ramificazioni e permanenti. Altri bovidi strettamente correlati ai bovini domestici, tanto da potersi ancora incrociare con essi, sono l’anoa, il bisonte, il gauro, il bufalo indiano e africano e lo yak.
I bovini domestici europei discendono probabilmente dai bovini selvatici europei della specie Bos primigenius e furono addomesticati per la prima volta nell’Europa sudorientale circa 8500 anni or sono. Lo zebù, derivato da Bos indicus, fu invece addomesticato nell’Asia meridionale nello stesso periodo, o poco più tardi. Antiche testimonianze evidenziano che i bovini domestici erano utilizzati come animali da tiro, per ricavarne latte o carne, come animali sacrificali e, in alcuni casi, per praticare sport. Questi usi sono continuati, seppure modificati, fino ai nostri giorni: un particolare uso dell’allevamento bovino estraneo agli obiettivi della produzione di forza-lavoro o di beni di consumo è quello legato alla tauromachia. Presso le popolazioni di religione induista la vacca, ritenuta animale sacro, è allevata a scopo rituale. La selezione delle razze moderne ebbe inizio in Gran Bretagna e nel Nord Europa attorno alla metà del XIX secolo, benché bovini con caratteristiche analoghe fossero già presenti in queste regioni, anche prima che il concetto di razza diventasse dominante. Oggi esistono 274 importanti razze riconosciute, nonché un gran numero di tipi e varietà che non hanno, invece, raggiunto lo status di razza.
I bovini da latte sono quelle razze che sono state sviluppate principalmente per produrre latte. In Italia le due principali razze con prevalente produzione di latte sono la Frisona italiana e la Bruna (detta anche Bruna alpina). All’estero ricordiamo la Bruna, la Frisona pezzata nera, l’Ayrshire, la Guernsey, la Jersey, la Normanna e la Bretone. Fra le maggiori razze da latte, derivate da Bos indicus e localizzate soprattutto in India, si ricordano la Gir, l’Hariana, la Red Sindhi, la Sahiwal e la Tharparker. Le principali razze presentano caratteristiche distintive che possono essere usate per la loro identificazione. Ampie differenze si osservano, ad esempio, nella taglia e nel colore: la Frisona italiana ha mantello pezzato nero (o molto più raramente rosso), taglia elevata e grandi mammelle. La Bruna ha mole più ridotta e mantello castano. L’Ayrshire ha mantello pezzato rosso, fronte bianca e taglia ridotta. La Jersey ha pure mole ridotta, ma ha un mantello che va dal bruno scuro fino al bianco. La Guernsey, infine, ha mole media con il colore del mantello dal fromentino chiaro al rosso vinoso. Le razze si diversificano anche in base al volume e alla composizione del latte prodotto: in Italia la Frisona è quella che ne produce di più, con una media di 6200 kg all’anno con una percentuale di grasso del 3,5%, mentre la Bruna ne produce meno (4600 kg) ma con una percentuale di grasso superiore (3,7%). Fra le razze straniere la Jersey è quella che produce il latte con più alta concentrazione di grassi (5%). Vedi Allevamenti da latte.
I bovini da carne sono stati allevati e selezionati principalmente per la produzione della carne. In Italia le principali razze sono: la Piemontese, caratterizzata dal mantello grigio nei tori e chiaro nelle vacche; la Chianina, originaria della Val di Chiana, tra Toscana e Umbria, di grandi dimensioni, con mantello bianco porcellana e dalla carne molto pregiata; la Marchigiana, con mantello grigio chiaro e bianco porcellana; la Romagnola, dal mantello grigio nei tori e chiaro nelle vacche; la Maremmana, con mantello dal grigio al grigio scuro; e, infine, la Podolica italiana, dal mantello grigio con tendenza al grigio scuro sul collo. Si ricordano, fra le razze estere, la Durham, la Hereford, la Aberdeen-Angus e la North Devon dalla Gran Bretagna; la Charollaise e la Limousine dalla Francia.
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