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Carnivori

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Introduzione

Carnivori Termine che letteralmente significa “mangiatori di carne” e che viene utilizzato in ecologia e in zoologia con significato differente.

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I carnivori nelle catene alimentari

In ecologia, il termine carnivori designa tutti gli animali che si nutrono della carne di altri animali. Il termine si contrappone a erbivori, con cui si indicano gli animali che si nutrono di vegetali o alghe. Nelle catene alimentari, i carnivori occupano il terzo livello, che segue quello dei vegetali, vale a dire gli organismi produttori, e quello degli erbivori, cioè gli organismi consumatori primari. Alcuni carnivori possono a loro volta nutrirsi di altri carnivori: essi sono definiti consumatori secondari e, nelle catene alimentari, occupano il quarto livello.

A seconda della complessità di un determinato ecosistema, si possono instaurare tra gli organismi rapporti più complessi e vere e proprie reti alimentari in cui possono esistere consumatori di livelli superiori (terziari, e così via). La necessità di procurarsi il cibo ha determinato nei carnivori modalità di comportamento che sono spesso oggetto di studio da parte degli etologi: i carnivori sono infatti predatori e hanno nel corso dell’evoluzione messo a punto tecniche di caccia spesso molto sofisticate. Vedi anche Eterotrofia.

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L’ordine dei carnivori

In zoologia, il termine carnivori definisce un importante ordine di mammiferi ad ampia diffusione. Gli animali appartenenti all’ordine dei carnivori, possiedono prevalentemente un’alimentazione a base di carne, a eccezione di gran parte degli orsi che sono onnivori (si cibano sia di piante sia di animali) o talvolta vegetariani. I carnivori hanno denti adattati a mordere e strappare, coordinazione fisica molto sviluppata, flessibilità di comportamento e legami prolungati nel tempo tra genitori e figli (vedi Cure parentali).

L’ordine è diviso in due sottordini: i pinnipedi, con arti palmati (pinne), e i fissipedi, con dita separate munite di artigli. I pinnipedi comprendono i leoni marini, le otarie, le foche e i trichechi. Il sottordine dei fissipedi è suddiviso, a sua volta, in due superfamiglie: i cinoidei, che comprendono cani, orsi, procioni e donnole, e i feloidei, tra cui si annoverano gatti, zibetti e iene.

Tra i cinoidei meritano un cenno particolare gli ailuridi (panda minore e panda gigante) che, pur essendo annoverati nell’ordine dei carnivori, hanno un’alimentazione prevalentemente vegetariana, specializzata nel consumo di bambù. Per questo motivo, presentano a livello del cranio e della dentatura adattamenti specifici che rendono la masticazione molto potente e la superficie di premolari e molari ottimale per la triturazione delle foglie e dei fusti coriacei della pianta.

Le mascelle dei carnivori sono potenti, nonostante non siano dotate dei movimenti rotatori che si trovano normalmente negli altri animali, ma si muovano solo in su e in giù, su un’articolazione trasversale. I denti si sono adattati alle loro abitudini alimentari: nella maggior parte dei carnivori ciascuna mascella porta sei incisivi affilati; due forti canini ricurvi e appuntiti; un numero variabile di molari, modificati in lame taglienti. I gatti hanno un unico molare vestigiale su ciascuna mascella, mentre i cani mantengono più molari che usano per spezzare le ossa delle prede. Tranne quello polare, gli orsi, in genere onnivori, hanno i molari posteriori caratterizzati da tubercoli sulla corona che consentono un’efficiente azione di triturazione delle sostanze vegetali. Il sistema digerente dei carnivori è molto meno complesso di quello degli erbivori, poiché non deve decomporre la cellulosa presente nelle sostanze vegetali.

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