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Risultati di Windows Live® Search Beowulf Poema epico anglosassone, il più antico della letteratura europea scritto in lingua volgare. L’unico manoscritto esistente, conservato al British Museum, è databile al X secolo ed è redatto in dialetto sassone occidentale. Sulla base del contenuto, gli studiosi fanno risalire il testo originario all’VIII secolo e lo attribuiscono a un autore ignoto, ma anglo di origine, che avrebbe attinto ai poemi tramandati oralmente dagli scaldi (dall’antico norvegese skald, “poeta di corte”). Il testo consta di 3183 versi allitteranti divisi da cesura (vedi Metrica); il linguaggio è preciso e pittoresco, ricco di metafore. La trama fonde leggende scandinave, mitologia pagana ed elementi cristiani. Il principe scandinavo Beowulf va in aiuto dei danesi uccidendo il mostro Grendel e decapitandone la madre. Divenuto re, cinquant’anni dopo combatte con il drago che terrorizzava il suo popolo, ma rimane mortalmente ferito. Il poema termina con l’epitaffio di Beowulf. Fra i motivi prevalenti del poema compaiono il tema dell’onore, del valore, della forza, della vendetta (tipici delle società germaniche) e lo stesso senso di ineluttabilità che caratterizza il successivo Nibelungenlied.
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