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Struttura articolo
Introduzione; Ghiandole endocrine vere e proprie; Organi a funzione mista; Organi produttori di ormoni tissutali; Fisiologia; Malattie del sistema endocrino
In tutte le ghiandole endocrine e negli organi che comunque hanno un’attività di secrezione ormonale, l’elaborazione degli ormoni avviene a livello delle singole cellule. Nel citoplasma di quelle che elaborano ormoni proteici, si accumulano granuli avvolti da una membrana che, dopo un certo lasso di tempo, vengono liberati per esocitosi nello spazio intercellulare; nelle cellule che producono ormoni di natura lipidica, si accumulano gocciole di trigliceridi e di colesterolo, che vengono anch’esse liberate al di fuori della cellula, probabilmente senza accumularsi. Tra le cellule vi è una fitta rete di capillari sanguigni, attraverso i quali i composti ormonali entrano nel sangue e vengono da questi trasportati all’organo bersaglio, ovvero all’organo su cui esplicano la loro azione. L’attività del sistema endocrino è regolata dal sistema nervoso autonomo e si basa su delicati equilibri che permettono all’organismo di mantenere costanti i suoi parametri fondamentali (vedi Omeostasi) e di adeguarsi a necessità specifiche dell’organismo (si pensi, ad esempio, agli ormoni secreti dalla placenta durante la gravidanza). Un ruolo fondamentale nella regolazione della funzione endocrina è svolto anche dall’ipotalamo che, mediante numerosi composti ormonali, detti fattori di liberazione, regola l’attività endocrina dell’ipofisi. Nella maggior parte dei casi, la sintesi degli ormoni si basa su un sistema di regolazione a feedback negativo (o retroazione negativa); in altri termini, l’azione dell’ormone si esplica sull’organo bersaglio determinando effetti che a loro volta limitano la secrezione di quello stesso ormone. Ad esempio, per azione dell’ormone tireostimolante, secreto dall’ipofisi, la tiroide produce tiroxina, che si riversa nel sangue; quando la concentrazione di questo composto raggiunge un certo livello, essa inibisce a livello ipofisario la produzione di nuovo ormone tireostimolante. Un’elevata quantità di zucchero nel sangue (glicemia) stimola la produzione e la liberazione dell’insulina, mentre bassi livelli di glucosio stimolano l’attività delle ghiandole surrenali. Analogamente, una carenza di calcio nel sangue stimola la secrezione dell'ormone paratiroideo, mentre un livello sanguigno elevato di calcio stimola la liberazione di calcitonina da parte della tiroide. Il sistema endocrino è correlato anche al funzionamento dell’orologio biologico, ovvero dei fenomeni fisiologici che si verificano in modo sincrono a eventi esterni.
Le alterazioni funzionali degli organi del sistema endocrino possono essere classificate come iperfunzione (attività eccessiva) o ipofunzione (attività insufficiente). L’iperfunzione di una ghiandola può essere provocata da un tumore ormone-secernente benigno o, più raramente, maligno. L’ipofunzione può essere conseguente a difetti congeniti, cancro, lesioni infiammatorie, degenerazione, disturbi dell’ipofisi anteriore che colpiscono le ghiandole bersaglio, traumi o, nel caso delle malattie tiroidee, carenza di iodio. L’ipofunzione può essere causata anche dall’asportazione chirurgica di una ghiandola o dalla sua distruzione attraverso la terapia radiante. Ad esempio, l’iperfunzione dell’ipofisi anteriore associata a un’iperproduzione dell’ormone della crescita può provocare il gigantismo o l’acromegalia; l’iperfunzione relativa a un’eccessiva sintesi di ACTH determina la sindrome di Cushing, un insieme di manifestazioni comprendenti ipertensione, debolezza, gonfiore, predisposizione alle ecchimosi e obesità. L’ipofunzione dell’ipofisi anteriore provoca nanismo (se compare presto nella vita), un iposviluppo sessuale, debolezza e, talvolta, grave emaciazione. Un’attività carente della corticale surrenale provoca il morbo di Addison, mentre un’attività eccessiva può causare anch’essa la sindrome di Cushing o il virilismo (comparsa di caratteri sessuali maschili) nelle donne o nei bambini. I disturbi della funzione delle gonadi influenzano soprattutto lo sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari. L’insufficienza tiroidea provoca il cretinismo e il nanismo nei lattanti e il mixedema, caratterizzato da edema del volto e, nell’adulto, dal rallentamento delle reazioni fisiche e mentali. Un’iperfunzione tiroidea (morbo di Basedow) è caratterizzata dalla sporgenza degli occhi, da tremore e sudorazione, dall’aumento della frequenza del polso, da palpitazioni cardiache e da irritabilità nervosa. Il diabete insipido è provocato dalla carenza di ormone antidiuretico, mentre il diabete mellito è conseguente a un difetto della produzione dell’insulina o a una reazione autoimmune dell’organismo.
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