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Sci alpino

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Sci alpino: Campionati e Coppa del MondoSci alpino: Campionati e Coppa del Mondo
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Introduzione

Sci alpino Sport che si pratica in località montane sopra pendii innevati naturalmente o artificialmente, sui quali l’atleta scivola con l’ausilio di attrezzi stretti e lunghi chiamati sci. Lo sci alpino si distingue dallo sci nordico proprio per il terreno sul quale si svolgono le discipline: mentre per lo sci nordico il campo di gara, a eccezione della disciplina del salto con gli sci, è senza grandi dislivelli altimetrici, per lo sci alpino la pendenza è l’elemento fondamentale.

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Le discipline dello sci alpino

Lo sci alpino prevede gare di discesa libera, slalom speciale, gigante, supergigante e combinata. Da qualche anno sono state introdotte due nuove specialità, lo snowboard, una sorta di surf sulla neve, e il freestyle, che prevede una serie di spettacolari prove acrobatiche.

Lo sci alpino comprende vari tipi di gare, accomunate dal fatto di dover percorrere tracciati nel minor tempo possibile. La discesa libera è la disciplina regina dello sci alpino. È la prova di più antica tradizione e si svolge su pendii ripidi da cui gli atleti scendono nel modo più rapido possibile raggiungendo velocità vertiginose.

Lo slalom speciale è una disciplina molto tecnica, nella quale lo sciatore deve seguire un percorso tracciato da paletti molto ravvicinati e angolati, e percorrere un dislivello che varia tra i 120 e i 220 m.

Lo slalom gigante si disputa su pendii dal dislivello più accentuato (circa 400 m per gli uomini, 350 m per le donne) sui quali viene disegnato un tracciato punteggiato da una quarantina circa di “porte”, cioè coppie di pali distanziati fra loro di almeno 5 m.

Il supergigante, la più giovane tra le prove di discesa, è una gara che si situa a metà tra la discesa libera e lo slalom gigante, con porte molto distanti tra loro.

La combinata, infine, è una competizione a punti che si compone di due gare, una di discesa e una di slalom speciale, e premia chi ha ottenuto il miglior risultato cronometrico, facendo un’apposita media su entrambe le prove.

A differenza della discesa libera e del supergigante, che constano di una sola prova, lo slalom speciale e il gigante si disputano al meglio di due prove chiamate manche, al termine delle quali si sommano i tempi realizzati.

Infine vengono il freestyle e lo snowboard, gare da poco inserite nei programmi delle Olimpiadi invernali; il freestyle, che prevede gare di discesa fra cunette molto alte, salto e danza acrobatica, è entrato a far parte dei Giochi con l’edizione di Albertville nel 1992; lo snowboard prevede le specialità di slalom, slalom parallelo, gigante, supergigante e half-pipe (cioè salti che si effettuano salendo e scendendo dalle due pareti di una rampa concava) ed è stato inserito solo a partire dai Giochi olimpici di Nagano, nel 1998.

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Cenni storici

L’utilizzo degli sci come mezzo di trasporto è molto antico; per assistere alle prime gare, tuttavia, si dovette aspettare fino a quando, a metà dell’Ottocento, Sondre Nordheim rivoluzionò lo sci, facendone uno sport. La FIS (Federazione Internazionale Sci) nacque nel 1924, mentre le prime Olimpiadi invernali si svolsero nel 1936 a Garmisch-Partenkirchen, in Germania. Ogni anno, dal 1967, si tiene la Coppa del Mondo di sci, mentre i Campionati del Mondo si svolgono ogni quattro anni, in alternanza con le Olimpiadi.

In Italia lo sci è gestito dalla FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) che sovraintende le seguenti discipline: biathlon, bob, freestyle, sci alpino, sci d’erba, sci nordico, slittino, snowboard, sci-alpinismo e lo sci di velocità o chilometro lanciato.

A partire dagli anni Settanta del Novecento lo sci di discesa è divenuto uno sport molto seguito e praticato. In America e in Europa sono sorte numerose stazioni sciistiche attrezzate per ospitare decine di migliaia di turisti e appassionati che, a diverso livello di capacità, praticano lo sci e seguono da tifosi gli eventi agonistici.

Le località montane più famose ospitano infatti gli appuntamenti stagionali della Coppa del Mondo oppure hanno talvolta ospitato la sede delle Olimpiadi o dei Mondiali: lungo l’arco alpino celebri sono Kitzbühel, in Austria, dove, sulla ripidissima pista della Streiff, si svolge la discesa libera più antica e prestigiosa; in Svizzera, Wengen e Adelboden, celebre quest’ultima per il pendio sul quale si svolge uno dei più impegnativi giganti del circuito; e poi Val-d’Isère, in Francia; Garmisch-Partenkirchen, in Germania; Kranjska Gora, in Slovenia; e in Italia, Sestrière, Bormio, Madonna di Campiglio, Val Gardena, Val Badia e Cortina d’Ampezzo. Negli ultimi decenni il circuito del cosiddetto “circo bianco” della Coppa del Mondo ha interessato paesi extraeuropei come gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e il Cile.

L’evoluzione dello sci alpino è stata influenzata negli ultimi anni dai progressi che la ricerca tecnologica ha ottenuto nel migliorare le prestazioni di uomini e materiali. Sia nelle discipline veloci sia in quelle tecniche, le attrezzature, dagli sci agli attacchi alle tute, hanno determinato cambiamenti sostanziali nella tecnica di sciata degli atleti.

Ad esempio, alla fine degli anni Settanta il passaggio dall’uso di paletti fissi per segnare le porte del tracciato nello slalom e, in misura minore, nel gigante, ai paletti snodati ha completamente modificato il modo di affrontare questi passaggi, un tempo aggirati dallo sciatore e da quel momento in poi più sbrigativamente scostati con un gesto dell’avambraccio, con un notevole vantaggio nella scelta della traiettoria più stretta e più veloce.

Allo stesso modo, la composizione chimica delle scioline, le sostanze fluide che si spalmano sulle lamine degli sci prima di ogni discesa, è divenuta spesso determinante per il successo di una gara, soprattutto nella discesa libera, dove la maggiore o minore scorrevolezza dello sci sulla neve si concretizza in decimi di secondo di vantaggio o di ritardo.

Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati anche dal crescente interesse di sponsor commerciali che utilizzano gli eventi dello sci agonistico come grande vetrina pubblicitaria. Questo fenomeno, se da un lato ha contribuito alla diffusione popolare dello sci, dall’altro è divenuto un fattore di pesante condizionamento dello svolgimento agonistico degli eventi: il grande giro di affari che muove il circuito dello sci alpino ha portato a un’intensificazione del calendario stagionale che si è andato a estendere dagli originali due mesi di attività (metà dicembre - metà febbraio) a quasi cinque mesi di gare, da novembre a marzo, per rispondere alle richieste di molte località turistiche di ospitare gare della Coppa del Mondo.

Da alcuni anni a questa parte anche le condizioni climatiche hanno spesso influenzato e determinato lo stravolgimento del calendario degli appuntamenti: l’irrimediabile assenza di neve ha costretto ad annullare nel 1995 i Campionati mondiali di Sierra Nevada, in Spagna, disputati poi l’anno seguente.

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Campioni celebri

Lo sci alpino ha avuto per tradizione nelle nazioni appunto “alpine” i suoi più illustri rappresentanti: francesi (Jean-Claude Killy), svizzeri (Roland Collombin, Bernard Russi), tedeschi (Rose Mittermaier), italiani (Zeno Colò, Gustavo Thoeni, Piero Gros) e austriaci (Toni Sailer, Karl Schranz, Franz Klammer, Annemarie Moser-Pröll) hanno dominato incontrastati la scena agonistica fino alla metà degli anni Settanta, quando iniziarono a venire alla ribalta atleti scandinavi, sulla scia dei successi ottenuti dallo svedese Ingemar Stenmark.

Gli anni Ottanta e Novanta hanno visto come protagonisti in campo maschile lo statunitense Phil Mahre, vincitore di tre edizioni consecutive della Coppa del Mondo, il norvegese Kjetil Aamodt, lo svizzero Pirmin Zurbriggen, l’austriaco Marc Girardelli, che concorreva sotto la bandiera del Lussemburgo, l’italiano Alberto Tomba e l’austriaco Hermann Maier; in campo femminile le svizzere Erika Hess, Maria Walliser e Vreni Schneider, le austriache Petra Kronberger e Anita Wachter, le italiane Deborah Compagnoni e Isolde Kostner.

Tra i campioni degli ultimi anni sono da menzionare la croata Janica Kostelić, vincitrice di tre Coppe del Mondo (2001, 2003, 2006), di tre medaglie d’oro e una d’argento alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City (2002) e di una medaglia d’oro e una d’argento alle Olimpiadi di Torino (2006), e lo statunitense Bode Miller, che ha conquistato la Coppa del Mondo nel 2005 e nel 2008, quattro medaglie d’oro iridate e due argenti olimpici.

Per quanto riguarda i colori azzurri, i migliori talenti emersi recentemente sono Giorgio Rocca, medaglia di bronzo in slalom e combinata ai Mondiali del 2005 e vincitore della Coppa del Mondo di specialità in slalom nel 2006, Manfred Moelgg, argento in slalom ai Mondiali del 2007 e vincitore sempre in slalom della Coppa di specialità nel 2008, e Denise Karbon, gigantista di rango che si è aggiudicata una medaglia d’argento ai Campionati del Mondo del 2003 e una bronzo a quelli del 2007 e la Coppa di specialità, sempre in gigante, nel 2008.

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