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Melo Denominazione comune di una specie arborea caducifoglia, appartenente alla famiglia delle rosacee e ampiamente coltivata nelle regioni temperate del pianeta per il frutto gustoso, un pomo sodo e carnoso prodotto dall’ingrossamento del ricettacolo del fiore. Generalmente la pianta presenta foglie semplici e ovate, lievemente lanugginose sulla pagina inferiore, ed è caratterizzata da fiori arrotondati, bianchi o rosati; alcune specie hanno perfino fiori scarlatti. Il legno del melo è duro, resistente e molto liscio. I frutti delle varie specie possono avere forme, colori e dimensioni considerevolmente differenti; il colore della buccia può variare dal verde al rosso cupo, la forma può essere arrotondata, allungata o simile a quella di una pera e il diametro può variare da pochi centimetri a 15 cm circa.
Le mele vengono coltivate fin dall’antichità, quando i coltivatori selezionavano gli ibridi naturali più resistenti e li propagavano per innesto. Oggi molte varietà di melo vengono sviluppate per mezzo delle tecniche di impollinazione incrociata e con la produzione artificiale di mutanti (vedi Riproduzione controllata delle piante). I meli coltivati attualmente sembrano avere avuto origine da fortuite impollinazioni incrociate tra diverse specie selvatiche e la maggior parte di essi è autosterile; pertanto nei frutteti, per consentire la fruttificazione vengono generalmente coltivate varietà diverse, l’una accanto all’altra. Gli alberi di melo sono particolarmente bene adattati a climi in cui per circa due mesi all’anno la temperatura è prossima a 0 °C. Le precise esigenze riguardo al 'freddo' variano per ciascuna specie e alcune di esse sono in grado di resistere a temperature di -40 °C. Uno dei metodi di classificazione dei meli è basato sull’epoca di maturazione dei frutti. Fra le varietà estive si annoverano le Duchessa di Oldenstein e le San Giovanni; tra quelle autunnali si trovano le Permain Dorée e le renette; le invernali comprendono, tra le altre, le Golden delicious, le Imperatore e le Rome beauty. All’inizio degli anni Novanta la produzione mondiale di mele ammontava a circa 40 milioni di tonnellate e i principali produttori erano la Cina, gli Stati Uniti, la Germania, la Francia e l’Italia. In Europa parte del raccolto è destinato alla produzione di sidro e brandy.
La coltivazione delle mele richiede operazioni colturali molto specializzate; per questo motivo la tendenza generale va verso grandi frutteti che si possono, ad esempio, permettere l’impiego di costose attrezzature meccaniche per irrorare le piante con antiparassitari. I meli, infatti, sono soggetti a svariate malattie, quali il marciume a circoli, l’oidio, il poliporo e la ticchiolatura, e agli attacchi di insetti e altri artropodi nocivi quali il baco della mela, gli afidi, la tentredine, il ragnetto rosso e la cocciniglia. Nelle aree in cui vengono impiantati i frutteti, in alcuni casi nella stagione vegetativa non viene consentita la crescita di alcuna altra specie vegetale (solo in inverno viene fatto crescere un sottile strato d’erba come copertura del terreno). In altri casi, tra gli alberi viene lasciato prosperare un ricco tappeto erboso e i frutteti vengono periodicamente concimati per restituire al terreno le sostanze nutritive sottratte dalle specie erbacee. Molto diffuso è anche l’uso di pacciamature per impedire la crescita tra gli alberi di specie indesiderate. Nelle coltivazioni del primo tipo gli alberi devono essere piantati prima della metà di agosto (nell’emisfero australe prima della metà di febbraio), in modo da consentire alla pianta di temprarsi e di adattarsi alle basse temperature dell’autunno e dell’inverno. I meli vengono moltiplicati vegetativamente per innesto, utilizzando gemme o rametti con gemme, prelevati dalle specie che si desidera riprodurre e inseriti alla base o sui rami della pianta portainnesto riprodotta da seme (vedi Propagazione delle piante). In alcuni casi gli stessi portainnesto vengono riprodotti vegetativamente, ad esempio da talee. Gli alberi in genere vengono opportunamente potati, facendo, così, assumere loro forme particolari (basse o a spalliera), per agevolare le operazioni di raccolta dei frutti. In zone in cui lo spazio disponibile per le coltivazioni è ridotto vengono piantate varietà nane. Per poter fruttificare, la maggior parte delle varietà richiede impollinazione incrociata.
Le mele vengono consumate fresche o cotte e costituiscono l’ingrediente principale di molti gustosi dessert e torte. Spesso vengono commercializzate essiccate o trasformate in conserve, salse, succhi non fermentati o aceto. Nel Regno Unito gran parte del raccolto è destinato alla produzione di sidro, mentre in Francia dalle mele si distillano brandy particolari, tra cui il Calvados.
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