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Risultati di Windows Live® Search Cosimo de’ Medici il Vecchio (Firenze 1389 - Careggi, Firenze 1464), banchiere e uomo politico fiorentino; le sue attività e i successi raggiunti furono all’origine del potere politico della famiglia Medici. Succedette al padre Giovanni nella conduzione degli affari economici e bancari della famiglia; in politica si mise in luce tra le fila dell’opposizione alla famiglia Albizzi, che apparteneva alla nobiltà dominante. Nel 1433 Cosimo venne esiliato; fu però richiamato in patria l’anno seguente e assunse l’effettivo controllo del governo: consolidò la sua posizione mettendo al bando gli avversari più temibili e mandandone in rovina altri, imponendo loro altissime imposte. Acuto uomo politico, evitò di ricoprire personalmente cariche pubbliche, preferendo collocare nelle posizioni-chiave alcuni suoi sostenitori fidati. Salvo la costituzione del Consiglio dei Cento (1458), non intervenne sullo statuto cittadino con sostanziali modifiche, ma sotto il suo governo sia Firenze sia la sua famiglia si arricchirono notevolmente. Cosimo migliorò l’agricoltura, sviluppò i commerci, incrementò l’industria serica e promosse un progetto per rendere navigabile l’Arno; secondo molti contemporanei, fu l’uomo più ricco d’Italia. In politica estera cercò di mantenere la pace nella penisola, creando un equilibrio di poteri tra gli stati italiani più importanti e impedendo l’ingerenza straniera, alleandosi prima con Venezia e poi con i Visconti. Fu protettore di artisti e studiosi, e possedette una straordinaria biblioteca, nucleo della successiva Biblioteca mediceo-laurenziana.
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