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Cocciniglia Nome comune di circa 2000 specie di insetti inclusi nell’ordine degli omotteri, diffusi in tutto il mondo, che si attaccano, numerosissimi, alle superfici delle piante e degli alberi, conferendo loro un aspetto squamoso. Le femmine adulte preferiscono i fusti coperti di corteccia e secernono una sostanza cerosa e polverosa con la quale si camuffano proteggendosi dai predatori. Le cocciniglie sono fra gli insetti più dannosi per le colture, in particolare per gli alberi da frutto; succhiandone la linfa, infatti, ostacolano la crescita della pianta o provocano la morte di interi rami.
Le dimensioni delle cocciniglie variano da quelle di una capocchia di spillo a circa 2,5 cm. Allo stadio ninfale sia i maschi sia le femmine si nutrono dei succhi e dei fluidi vitali delle piante. Solo il maschio va incontro a metamorfosi completa, durante la quale perde l’apparato boccale atto a pungere e succhiare e sviluppa le antenne, le zampe e un singolo paio di ali, diventando un adulto non più capace di alimentarsi, ma in grado di muoversi. La femmina, invece, conserva l’apparato boccale, ma non sviluppa ali, né occhi, e mantiene solo antenne e zampe rudimentali, trasformandosi così in un organismo quasi immobile, simile a una conchiglia, ben poco rassomigliante agli insetti più comuni. Le femmine depongono enormi quantità di uova, che proteggono all’interno di involucri cerosi.
Le specie Aspidiotus hederae e Mytilococcus beckii sono cosmopolite; Orthezia urticae vive su piante spontanee e, come suggerisce il suo nome, è molto comune sulle ortiche. Le cocciniglie più diffuse nei giardini sono Coccus hesperidium, parassita di molte piante d’appartamento, di serra e di giardino, e Saissetia coffeae, comune nelle serre.
In Asia, prima della produzione su larga scala di resine e cere naturali e sintetiche, la lacca secreta dalle cocciniglie della specie Laccifer lacca costituiva un importante ingrediente per la produzione di gommalacca, vernici, lucidi, ceralacca e molti altri prodotti resistenti all’acqua e alle intemperie. Anticamente gli aztechi ricavavano dal corpo essiccato della cocciniglia rossa (Dactylopis coccus) una sostanza colorante, introdotta in Europa nel XVI secolo e tutt’oggi usata per produrre pigmenti, inchiostri, sostanze cosmetiche e coloranti alimentari; in altri settori questa sostanza è stata sostituita dai coloranti sintetici. Classificazione scientifica: Le cocciniglie costituiscono la famiglia dei coccidi dell’ordine degli omotteri, classe insetti, phylum artropodi.
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