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Struttura articolo
Introduzione; Caratteristiche fisiche; Temperatura corporea; Riproduzione e sviluppo; Abitudini alimentari; Evoluzione; Classificazione scientifica
Come i rettili, gli anfibi sono animali a sangue freddo; quindi la loro temperatura corporea varia in funzione di quella ambientale ed è generalmente molto più bassa di quella di uccelli e mammiferi. Dovendo fare affidamento su fonti di calore esterne, nelle regioni fredde gli anfibi passano l’inverno in uno stato di ibernazione (vedi Letargo).
La maggior parte degli anfibi si riproduce in acqua o in ambienti molto umidi. Le uova, fragili e gelatinose, vengono solitamente deposte in stagni e acquitrini. Nella maggior parte delle specie esse si schiudono dando origine a larve acquatiche chiamate girini. Questi, dotati di branchie, per trasformarsi in individui adulti vanno incontro a metamorfosi, ossia a importanti modificazioni del corpo, sia esterne che interne. Alcuni anfibi, tuttavia, raggiungono la maturità sessuale allo stadio larvale e non vanno mai incontro a metamorfosi; tale condizione, caratteristica dell’urodelo Ambystoma mexicanum (vedi Axolotl) prende il nome di neotenia.
Gli anfibi adulti sono carnivori e si nutrono soprattutto di insetti, lumache e vermi; i girini, invece, sono prevalentemente erbivori. Nel corso della metamorfosi da girino ad adulto, quindi, anche l’apparato digerente subisce una profonda trasformazione.
In base a quanto risulta dagli studi paleontologici, gli anfibi si sono evoluti da un gruppo di pesci (i crossopterigi; vedi Celacantiformi) dotati di pinne robuste e lobate, al principio del periodo devoniano. Durante le secche, probabilmente frequenti in questo periodo, tali creature uscivano strisciando dagli stagni prosciugati per respirare l’aria con i rudimentali polmoni di cui erano dotati, o per cercare altre pozze d’acqua in cui stabilirsi. Con il passare del tempo svilupparono quindi una relativa indipendenza dall’acqua. Gli anfibi conobbero un periodo di grande rigoglio durante il Carbonifero, ma molti di essi si erano già estinti quando, nell’era mesozoica, comparvero gli anfibi moderni. Oggi la classe, pur molto diversificata, è quella che fra i vertebrati conta il minor numero di specie. Minacciate principalmente dalla distruzione dei loro habitat da parte dell’uomo, le popolazioni di anfibi continuano a diminuire.
Gli anfibi costituiscono una classe del subphylum vertebrati, phylum cordati. La classe comprende i tre ordini degli urodeli (o caudati), degli anuri e degli apodi (o cecilie).
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