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Chirurgia

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6.1

Nuove tecniche chirurgiche e trattamenti alternativi

Il progredire delle conoscenze sulle diverse patologie in alcuni casi ha permesso di sostituire l’intervento chirurgico, o di completarlo, con altre modalità curative, come la somministrazione di farmaci o l’esposizione a raggi. Ad esempio, un tempo il trattamento della depressione involutiva, degli stati ossessivi e della schizofrenia prevedeva la lobotomia prefrontale, cioè la resezione dei nervi delle fibre dei lobi frontali del cervello; oggi, tale pratica è stata quasi del tutto sostituita dall’uso di psicofarmaci.

Un altro esempio è quello della terapia dei malati di cancro, in cui la chirurgia è in genere accompagnata da radioterapia e chemioterapia. Questi trattamenti, infatti, insieme alla diagnosi precoce, hanno notevolmente ridotto la mortalità causata dai tumori maligni. L’utilizzo di tecniche alternative si ha, ancora, nel trattamento degli occhi che, in caso di tumore, vengono curati con fasci di ioni di elio e, in caso di distacco della retina, con il laser.

Attualmente si può intervenire chirurgicamente in casi per i quali un tempo esisteva solo una terapia farmacologica palliativa; un esempio è quello dell’ipertensione che, se provocata da una stenosi di un’arteria renale, può essere curata con tecniche di by-pass o, se è causata da un rene gravemente malato, viene risolta con l’asportazione di questo. Nel caso in cui un intervento si renda inevitabile, le moderne tecniche hanno comunque permesso di renderlo meno invasivo.

Una delle tecniche considerate incruente è la criochirurgia, introdotta di recente per il trattamento del morbo di Parkinson e di alcune affezioni oculistiche, dei tumori cerebrali e dei disturbi ghiandolari. In questo tipo di chirurgia si sfruttano temperature estremamente basse, ricavate da azoto liquido, anidride carbonica o clorofluorocarburi. La tecnologia delle fibre ottiche ha permesso di mettere a punto strumenti per l’esecuzione di interventi di endoscopia e laparoscopia, che consentono operazioni di grande precisione e il prelievo di campioni di tessuto da sottoporre a esame (biopsia).

La microchirurgia permette interventi estremamente complessi, come quelli che prevedono il ricongiungimento di arti amputati. Attualmente, si calcola che due terzi dei tentativi di riattaccare gli arti amputati abbiano esito positivo. Nel 1965 fu eseguito per la prima volta con successo l’accorciamento chirurgico delle ossa delle gambe di persone anormalmente alte, mentre negli anni Ottanta fu impiantato per la prima volta in un paziente un campione di pelle umana clonata.

Uno dei successi più notevoli della chirurgia moderna è il trapianto di organi. Il primo trapianto di cuore fu eseguito nel 1967 dal cardiochirurgo sudafricano Christian Barnard a Città del Capo, in Sudafrica. Per combattere le reazioni immunitarie che causerebbero rigetto degli organi trapiantati, ai riceventi vengono somministrati farmaci immunosoppressori come la ciclosporina.

6.2

Nuovi materiali

La chirurgia attualmente può avvalersi di nuovi materiali, più compatibili con i tessuti e che, pertanto, riducono il rischio di rigetto. In particolare, le materie plastiche silicone e teflon sono utilizzate negli impianti permanenti di cornee, valvole cardiache e tube di Falloppio, nonché, in chirurgia plastica, per ricostruire parti di naso, orecchie e mento. Plastiche particolari sono usate anche per la messa a punto di vasi sanguigni artificiali e i tubi per il drenaggio dei liquidi dal cervello e dal torace.

Strumentazioni particolari possono essere applicate ai pazienti per un certo lasso di tempo, per sostituire organi la cui funzionalità sia compromessa; ad esempio, una pompa cardiaca a ventricolo singolo può sostenere temporaneamente la circolazione dei pazienti affetti da gravi cardiopatie. La disponibilità di materiali artificiali affidabili per l’uso chirurgico ha permesso anche l’esecuzione di interventi un tempo ritenuti impossibili. Un esempio è costituito dalla stapedectomia, cioè l’asportazione della staffa dell’orecchio medio per correggere un particolare difetto dell’udito, la sordità di conduzione. L’intervento viene eseguito in una zona così piccola che i chirurghi devono guardarla attraverso uno speciale microscopio. La staffa, che trasmette le vibrazioni sonore nell’orecchio medio, viene sostituita con un minuscolo tubo di plastica o con un filo di acciaio.

L’uso di fili di sutura biocompatibili si è dimostrata preziosa per il trattamento di alcuni difetti del cuore e per l’installazione di pacemaker. Materiali come il titanio, la cui applicazione era un tempo riservata ad altri ambiti scientifici, vengono attualmente utilizzati per la costruzione di protesi.

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