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Introduzione; Proprietà e comportamento di un ghiacciaio ; Struttura di un ghiacciaio; Classificazione dei ghiacciai; L'erosione glaciale
Ghiacciaio Deposito di ghiaccio che si forma in alta montagna o alle alte latitudini, per accumulo e successiva ricristallizzazione della neve. La formazione e il mantenimento di un ghiacciaio sono possibili là dove la quantità di neve che cade nella stagione fredda è maggiore di quella che fonde nella stagione calda: questo significa che alle alte latitudini (cioè in prossimità dei poli), il limite delle nevi perenni può coincidere con il livello del mare, mentre alle latitudini medie e basse si trova a quote molto più elevate, variabili da zona a zona. A seconda che la quantità di neve accumulata sia maggiore, uguale o minore di quella persa nell’arco dell’anno, il ghiacciaio avanza, rimane stazionario oppure regredisce. Il riscaldamento globale da cui il pianeta pare interessato negli ultimi tempi è all’origine del fatto che la maggior parte dei ghiacciai di tutto il mondo sia attualmente in fase accentuatamente regressiva. In passato, il pianeta ha conosciuto periodi di clima particolarmente rigido, in cui è stata favorita la formazione di ghiacciai su zone estese delle terre emerse; questi periodi prendono il nome di glaciazioni.
Un ghiacciaio si comporta come una massa semifluida, che scorre plasticamente scivolando lentamente sul fondo. Questa sua proprietà si deve all’effetto della pressione che gli strati superficiali esercitano su quelli più profondi; soltanto lo strato più esterno (fino a 30-50 m di profondità), che non giova della pressione esercitata dal carico sovrastante, è fragile e facilmente fratturabile: è qui, infatti, che si formano i crepacci, che altro non sono se non spaccature del manto ghiacciato, dovute alle forze di tensione a cui questo è sottoposto quando supera ostacoli e variazioni di pendenza del substrato. Il movimento di un ghiacciaio può essere rilevato disponendo dei paletti allineati in direzione parallela rispetto al fronte del ghiacciaio, e controllandone la posizione a distanza di tempo; si può osservare che i paletti centrali sono quelli che subiscono lo spostamento maggiore; proprio come in un fiume, infatti, il movimento di scorrimento è più rapido nella zona centrale e più lento in prossimità dei fianchi, dove la massa semifluida risente dell’attrito con le pareti rocciose. La velocità di scorrimento di un ghiacciaio varia molto da caso a caso: può variare da qualche decina di centimetri a molti metri all’anno, se non addirittura a qualche chilometro, ma la maggior parte dei ghiacciai si sposta a una velocità inferiore a 1 m al giorno. Il Black Rapid Glacier, in Alaska, tra il 1936 e il 1937 si mosse a una velocità di oltre 30 m al giorno; è questa la massima velocità di un ghiacciaio mai registrata.
In sezione trasversale i ghiacciai hanno tutti la stessa struttura. La loro superficie è ricoperta da un manto di neve fresca di densità molto bassa, non superiore a 0,1; al di sotto del manto si incontra uno strato in cui la neve ha una forma granulare, di densità pari a circa 0,3; segue lo strato di neve perenne, ghiacciata e granulosa, che raggiunge una densità di 0,5, al di sotto del quale si ha ghiaccio vivo, trasparente, che può raggiungere una densità di 0,7 - 0,8; questo ghiaccio è a contatto con il substrato roccioso, e su di esso scorre lentamente.
I ghiacciai possono essere classificati in quattro tipi, in base alla topografia e al clima della regione in cui si formano: ghiacciai alpini, ghiacciai pedemontani, ghiacciai della calotta e ghiacciai continentali.
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