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Introduzione; Filosofia greca; Filosofia dell’età ellenistica e romana; Filosofia medievale; Filosofia rinascimentale; Filosofia moderna; Filosofia contemporanea
Filosofia occidentale Forma di sapere e di ricerca concernente i principi fondamentali del reale e dell’esistenza, che implica l’utilizzo della facoltà razionale dell’uomo e delle sue capacità critiche. Nella tradizione occidentale, la riflessione filosofica si è articolata in alcune discipline fondamentali: metafisica, la speculazione sull’essere e la realtà ultima; epistemologia, la ricerca concernente le fonti, la validità e i limiti della conoscenza; etica, lo studio delle norme che regolano l’atto morale e i fini della condotta umana; estetica, l’indagine sulle categorie del bello; logica, lo studio delle leggi del pensiero e del linguaggio; politica, l’analisi delle forme di vita sociale. Nell’antica Grecia il termine philosophía (“amore della sapienza”) era riferito a uno stile di vita incentrato sulla ricerca e sulla contemplazione della verità: nata da saperi iniziatici riguardanti la natura e i suoi principi fondanti, la filosofia abbracciava originariamente anche lo studio delle arti, delle scienze e della religione (vedi Filosofia greca). Dal momento che è storicamente mutata la classificazione dei diversi campi della conoscenza, anche il termine “filosofia” ha subito molteplici slittamenti di significato. Questo articolo si occupa esclusivamente della filosofia occidentale; per il pensiero filosofico del Medio e dell’Estremo Oriente, si vedano Filosofia islamica; Filosofia indiana; Filosofia cinese; Buddhismo; Taoismo; Confucianesimo.
Si ritiene generalmente che la filosofia occidentale abbia avuto origine in Grecia e sia scaturita da riflessioni cosmologiche e indagini sui fenomeni naturali. Gli scritti dei primi filosofi sono andati perduti, a eccezione di alcuni frammenti.
Fondatore della scuola ionica fu Talete di Mileto, la cui speculazione risale al periodo compreso tra la fine del VII e la prima metà del VI secolo a.C. Elaborando una prima forma di monismo, egli asserì che all’infinita varietà dei fenomeni naturali è sottesa un’unica sostanza fondamentale, identificata con l’acqua. Anassimandro, discepolo di Talete, individuò tale principio primo nell’ápeiron (“l’illimitato”), una sostanza infinita ed eterna, animata da un incessante movimento in virtù del quale hanno origine tutte le cose. Anassimene invece affermò che l’arché (principio originario) dal quale si originano tutte le cose è l’aria; a suo parere, infatti, i mutamenti cui i fenomeni naturali sono sottoposti possono essere spiegati in termini di rarefazione e condensazione dell’aria. In generale, individuando i principi di permanenza della sostanza e di riduzione della qualità a quantità, la scuola ionica compì il primo passo in direzione di una spiegazione scientifica dei fenomeni naturali.
Intorno al 530 a.C. Pitagora fondò a Crotone una scuola filosofica basata su una dottrina che combinava elementi mistico-religiosi e speculazione teorica sulla matematica e sulla geometria. Sostenitori di una teoria della trasmigrazione delle anime, i pitagorici elaborarono una metafisica a sfondo matematico (sostenevano che ogni ente è riducibile a numeri e figure geometriche) e contribuirono significativamente alla teoria della musica e all’astronomia.
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