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Filosofia occidentale

Articolo
Multimedia
Herbert MarcuseHerbert Marcuse
Struttura articolo
4.3

La filosofia medievale dopo Tommaso

I maggiori critici della filosofia tomista furono Giovanni Duns Scoto e Guglielmo di Occam. Duns Scoto rifiutò il tentativo di conciliazione operato da Tommaso tra ragione naturale e rivelazione, sostenendo che le credenze religiose sono materia di fede, fatta salva la questione dell’esistenza di Dio, che reputava dimostrabile mediante la logica. Riguardo agli universali, elaborò un nuovo compromesso fra realismo e nominalismo, escogitando una distinzione, che non è reale, ma nemmeno meramente mentale, fra gli individui e le forme universali.

Guglielmo di Occam formulò la critica più radicale del realismo sulla questione degli universali, riconducendo il reale a un aggregato di entità individuali: i termini universali, in questa prospettiva, non sarebbero altro che semplici segni per indicare le cose. Sul terreno dell’epistemologia, Occam formulò una regola, divenuta celebre come “rasoio di Occam”, secondo cui non si dovrebbe presupporre l’esistenza di entità logicamente inutili.

5

Filosofia rinascimentale

Nei secoli XV e XVI la natura, intesa come un grande organismo governato da leggi proprie, si impose come oggetto privilegiato dell’indagine filosofica, che si liberò dalla tutela della teologia. Al principio dell’autonomia della ricerca e all’idea della centralità dell’uomo, entrambi elementi di matrice umanistica, si affiancò, nell’età rinascimentale, una nuova prospettiva di conoscenza e dominio del mondo fisico. In Italia l’aristotelismo della scuola di Padova, che trovò uno dei suoi massimi interpreti in Pietro Pomponazzi, si contrappose al naturalismo di Bernardino Telesio e al neoplatonismo, che conobbe una rinascita, sia pure entro differenti linee di ricerca, nell’opera di Marsilio Ficino, Tommaso Campanella e Giordano Bruno.

In quest’epoca, segnata da un grandioso fermento intellettuale e artistico, ottica e meccanica, magia e alchimia, filosofia naturale e sapienza artigiana, astrologia e mnemotecnica si fusero di volta in volta sia con la dottrina neoplatonica sia con l’aristotelismo, dando vita a una pluralità di saperi che, grazie soprattutto all’invenzione della stampa, posero le basi sociali e culturali per la nascita, nel Seicento, dell’impresa scientifica.

6

Filosofia moderna

A partire dal XVI secolo il dibattito filosofico fu caratterizzato da una continua interazione fra sistemi basati su un’interpretazione meccanicistica e materialistica dell’universo e sistemi razionalistici che individuarono nel pensiero e nelle sue leggi l’autentica essenza della realtà.

6.1

Meccanicismo e materialismo

Il Seicento conobbe radicali trasformazioni in ogni campo della ricerca. L’impulso all’indagine empirica; la nascita del metodo sperimentale; l’inventio, la facoltà di escogitare e di scoprire artifici utili al controllo e alla manipolazione dei fenomeni naturali: tutto ciò fu alla base di una nuova concezione filosofica del mondo che, pur non rinnegando il senso dell’esperienza religiosa, sottolineò soprattutto valori mondani e secolari. Il primo grande esponente di questo indirizzo di pensiero fu Francesco Bacone, che si fece promotore di un nuovo metodo scientifico fondato sull’osservazione e l’esperimento. Galileo Galilei, strenuo sostenitore dell’ipotesi copernicana in campo astronomico e fisico, mise in luce l’importanza della matematica per la formulazione delle leggi scientifiche e inaugurò la scienza della meccanica, che applicò i principi della geometria al movimento dei corpi.

6.2

Cartesio

Cartesio concepì la matematica come modello di tutte le scienze ed estese il metodo dell’analisi e della sintesi a ogni campo del sapere per ricondurre la conoscenza a un fondamento assolutamente certo, chiaro e distinto: su tali basi, decise di respingere qualunque credenza, finché non fosse stato in grado di dimostrarne la verità. Pur fautore di una concezione meccanicistica, accettò la dottrina dell’immortalità dell’anima e sostenne che spirito e materia sono due sostanze distinte. Questa posizione, nota come dualismo, sollevò il problema del rapporto mente-corpo.

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