Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Filosofia occidentale, scelti dalla redazione di Encarta
Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Filosofia occidentale

Risultati di Windows Live® Search

  • Filosofia Occidentale

    La filosofia ellenistica. I tre secoli che vanno dalla morte di Alessandro il Grande nel 323 a. C. fino alla fine 31 a. C., a noi noti come età ellenistica, segnarono una vasta ...

  • FILOSOFIA OCCIDENTALE MODERNA

    Navigatore Dewey: Selezionare una descrizione per vedere le suddivisioni o cliccare sul numero a destra per accedere alle notizie

  • FILOSOFIA OCCIDENTALE MODERNA

    Navigatore Dewey: Cliccare sulla descrizione o sul numero a destra per accedere alle notizie CLASSI PRINCIPALI

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search
Pagina 9 di 9

Filosofia occidentale

Articolo
Multimedia
Herbert MarcuseHerbert Marcuse
Struttura articolo
7.3

Croce e Gentile

In Italia Benedetto Croce e Giovanni Gentile furono gli esponenti principali dell’idealismo di ispirazione hegeliana. Sviluppando una “dialettica dei distinti” volta a rielaborare la logica di Hegel, Croce aderì alle concezioni dello storicismo e risolse la filosofia in metodologia della storiografia. Nel campo dell’estetica, egli concepì l’attività artistica come un linguaggio universale slegato da qualsiasi vincolo e contesto, individuando nel sentimento l’origine del contenuto dell’oggetto artistico e nell’intuizione la fonte della sua forma. Gentile riformò la dialettica hegeliana affermando il primato del soggetto pensante, ossia del soggetto nell’atto in cui pensa e nel contempo crea le cose, sulla realtà oggettiva, intesa come autonoma cristallizzazione di un pensiero preesistente al soggetto.

7.4

Neopositivismo e filosofia analitica

La scuola del neopositivismo, fondata a Vienna negli anni Venti, con l’emigrazione di molti suoi membri in seguito all’avvento del nazismo si diffuse ben presto anche negli Stati Uniti. Ispirandosi all’empiriocriticismo di Ernst Mach, alle ricerche nel campo della logica di Bertrand Russell e all’opera del “primo” Wittgenstein, i membri del Circolo di Vienna considerarono insensata la metafisica, insistendo sulla necessità di definire tutti i concetti sulla base di fatti osservabili. In seguito Wittgenstein inaugurò il filone di ricerca che attualmente domina la filosofia di lingua inglese, dando origine alla filosofia analitica. Questa scuola ritiene che compito della filosofia sia dissolvere gli pseudoproblemi che sorgono a causa dell’ambiguità del linguaggio. Per far ciò la filosofia deve analizzare il significato dei termini nel contesto del discorso ordinario, laddove il significato è riconducibile all’uso dei termini stessi entro i differenti giochi linguistici.

7.5

Marxismo

Nel corso del Novecento le dottrine di Karl Marx conobbero notevole fortuna, originando un movimento filosofico che, sia pure con differenti e talora opposti percorsi interpretativi, legati a filo doppio alle vicende del movimento operaio e dei partiti socialisti e comunisti di tutto il mondo, trovò una dimensione progettuale comune nel richiamo alla critica del capitalismo, alla concezione materialistica della storia e al programma rivoluzionario per la costruzione di una società comunista.

A partire dagli anni Venti, sulla scia della rivoluzione d’Ottobre, della conseguente nascita dell’Unione sovietica e dell’Internazionale comunista, il movimento si divise in due correnti principali, quella “orientale” (o “fredda”) e quella “occidentale” (o “calda”). La prima, che si ispirò all’insegnamento di Lenin e alla sua analisi dell’imperialismo, sottolineò il valore della dialettica intesa sia come “motore” della storia, sia come strumento conoscitivo per combattere ogni forma di revisionismo che intendesse promuovere una riforma del sistema capitalistico abbandonando l’istanza rivoluzionaria. La seconda, che trovò nei pensatori della scuola di Francoforte, nel giovane Lukács e in Ernst Bloch i suoi maggiori rappresentanti, esaltò il ruolo della coscienza individuale nella costruzione di un sapere critico che, attraverso il recupero dei frutti migliori dell’eredità borghese, mettesse a nudo le forme di dominio e alienazione della società contemporanea.

7.6

Heidegger, Jaspers e l’esistenzialismo

Nel secondo dopoguerra, in Germania e in Francia esercitò un profondo influsso la filosofia esistenzialista, che mutuò temi e griglie interpretative dall’opera di Martin Heidegger e Karl Jaspers. Heidegger pose al centro dell’indagine filosofica il problema dell’autenticità dell’esistenza, che nell’ineludibilità della morte trova la dimensione costitutiva dell’essere; Jaspers individuò la presenza del divino nelle cosiddette “situazioni limite”, che ci obbligano a compiere una scelta radicale. Innestando tali riflessioni in un approccio ateo e marxista, Jean-Paul Sartre affermò che gli uomini possono sconfiggere il nulla soltanto facendosi portatori di valori scaturiti dalle decisioni individuali e assumendosi la responsabilità morale di queste scelte.

7.7

Alcune tendenze filosofiche del Novecento in Italia

In Italia le principali correnti filosofiche europee diedero origine a letture, interpretazioni e tradizioni dalle quali si svilupparono autonome scuole di pensiero. Oltre ad Antonio Gramsci, fautore di una “filosofia della prassi” di ispirazione marxista, tra i più noti pensatori italiani del XX secolo possiamo citare una figura singolare e culturalmente sprovincializzata di pensatore, Antonio Banfi, che introdusse in Italia il pensiero neokantiano e apprezzò con notevole anticipo e apertura le novità della fenomenologia, senza mai ricadere nelle posizioni spiritualistiche o neoidealistiche diffuse nella prima metà del secolo. Interessato anche alle problematiche ideologiche e sociali sollevate dal marxismo, egli stesso socialmente impegnato, si può definire la figura di riferimento di una tendenza filosofica razionalista e critica.

Dal canto suo Enzo Paci, cofondatore con Banfi, Giulio Preti e Remo Cantoni, della rivista “Studi filosofici” (1940) e, nel dopoguerra, di “Aut-Aut”, diede vita alla corrente della filosofia italiana che si ispira alla fenomenologia husserliana, con aperture a tematiche mutuate dal pensiero di Karl Marx.

Giulio Preti condensò nel suo pensiero numerose esperienze filosofiche europee e d’oltreoceano, dal neokantismo al marxismo, dal pragmatismo alla fenomenologia. Di orientamento antimetafisico, concentrò successivamente i suoi studi su argomenti ispirati dal neopositivismo. Dopo un esordio caratterizzato da alcune opere dedicate all’esistenzialismo, Luigi Pareyson divenne noto e apprezzato per gli studi sull’estetica, nei quali analizzò la “formatività” del fare artistico.

Ludovico Geymonat introdusse in Italia il pensiero del neopositivismo, gli approcci filosofici del Circolo di Vienna e del Circolo di Berlino, e uno stile di pensiero razionalista; titolare della prima cattedra di filosofia della scienza istituita in Italia, Geymonat contribuì inoltre alla rivalutazione delle scienze empiriche in un clima culturale dominato dalla tendenza all’oblio della portata concettuale dell’impresa scientifica. Remo Cantoni, infine, rappresentò in Italia la tradizione esistenzialista che riconosce nel pensiero di Søren Kierkegaard il proprio riferimento.

Precedente
| | | | | | | |
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft