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Struttura articolo
Il fine dell’etica di Spinoza è la liberazione dell’uomo dalla servitù delle passioni. Spinoza tratta anzitutto queste ultime “come si trattasse di linee, di piani e di corpi”, procedendo a una sorta di geometria delle passioni. Il principio fondamentale di essa è che ogni individuo tende a perseverare nel proprio essere, secondo una tendenza che è denominata conatus, cioè “sforzo”, che si articola ulteriormente come “cupidità”. Da questo principio, a seconda che esso sia assecondato o ostacolato, scaturiscono le due passioni fondamentali della gioia e della tristezza, e successivamente le passioni dell’amore e dell’odio e tutti gli altri sentimenti. La servitù dell’uomo consiste nell’incapacità di far prevalere affetti positivi, che aumentano la potenza del suo essere, sugli affetti negativi che invece la ostacolano (secondo un ideale etico diverso da quello della completa “impassibilità”, teorizzata in passato dallo stoicismo). Ma oltre al controllo delle passioni e all’incremento degli affetti positivi, l’uomo può guardare a quella felicità che discende dall’“amore intellettuale di Dio”, e che consiste nella conoscenza intuitiva dell’ordine naturale e necessario di tutte le cose.
Il pensiero di Spinoza, che giunse a una totale confutazione dei concetti di un Dio personale, di una provvidenza e di un finalismo della creazione, fu accolto in modo ostile dagli ambienti religiosi sia ebraici sia cristiani. In particolare fece discutere l’interpretazione razionalistica della Bibbia e la rivendicazione della libertà religiosa, teorizzate da Spinoza nel Trattato teologico-politico. La grandezza del suo pensiero verrà riconosciuta pienamente solo un secolo dopo la morte del filosofo, anche grazie al ritratto che di lui diede Pierre Bayle. Nella storia della filosofia la posizione di Spinoza è per molti aspetti unica e originale. Non ci fu scuola in cui Spinoza si riconobbe, né egli ne fondò una propria; eppure alla sua opera si rivolsero con entusiasmo i principali poeti e filosofi dell’età romantica, accentuandone soprattutto gli aspetti di tipo panteistico.
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