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Asia

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1

Introduzione

Asia Sezione del continente eurasiatico, la maggiore per dimensioni. Includendo le acque interne, l’Asia ha una superficie di 44.391.000 km²: rappresenta quindi un terzo delle terre emerse del pianeta, con l’esclusione dell’Antartide. I tre quinti della popolazione mondiale vivono in Asia; nel 2008 contava 4,05 miliardi di abitanti.

Situata quasi interamente nell’emisfero boreale, l’Asia è delimitata a nord dal Mar Glaciale Artico, a est dallo stretto di Bering e dall’oceano Pacifico, a sud dall’oceano Indiano e a sud-ovest dal Mar Rosso e dal mar Mediterraneo. A ovest il confine convenzionale fra Europa e Asia è costituito dai monti Urali, che strutturalmente costituiscono l’elemento di saldatura con l’Europa: in realtà non c’è soluzione di continuità tra Europa e Asia, e ciò giustifica l’appellativo Eurasia, che si dà al grande insieme continentale. Dall’estremità meridionale della catena degli Urali il confine è segnato in direzione sud dal fiume Ural fino al mar Caspio, e quindi prosegue in direzione ovest con i monti del Caucaso fino al Mar Nero.

La terraferma continentale si estende in senso nord-sud da capo Čeljuskin, in Siberia, fino all’estremità meridionale della penisola malese. L’estrema punta occidentale è capo Baba, nella Turchia nordoccidentale, mentre l’estremità orientale è costituita da capo Dežnëv, nella Siberia nordorientale. L’ampiezza massima dell’Asia da est a ovest è di circa 8.500 km; l’estensione costiera raggiunge i 62.000 km. Vi si trovano sia la massima depressione sia la massima altitudine della superficie terrestre: la prima è costituita dal litorale del mar Morto, che si trova 408 m sotto il livello del mare, mentre la seconda è il monte Everest, che raggiunge gli 8.850 m sopra il livello del mare.

La parte sudorientale dell’Asia è frammentata in un vasto insieme di arcipelaghi, che comprendono anche alcune grandi isole, come Sumatra, Giava, Celebes e il Borneo, oltre alla Nuova Guinea, che sta a cavallo tra Asia e Australasia. Altri gruppi insulari sono situati a nord-est, dove si trovano Taiwan, le isole del Giappone e Sahalin. Lo Sri Lanka e i gruppi di isole più piccole, quali le Maldive, le Andamane e le Nicobare, sono situate nell’oceano Indiano.

A causa della sua vasta dimensione e della varietà delle sue condizioni geografiche e storico-politiche, l’Asia può essere convenzionalmente suddivisa in alcune grandi regioni: la vasta area continentale posta a nord del 50° parallelo, comprendente la Siberia; l’Asia centrale, dominio arido, estesa tra il mar Caspio e la Cina occidentale; l’Asia orientale, comprendente Cina, Tibet, Mongolia, Corea del Nord e del Sud e Giappone; il Sud-Est asiatico, esteso su Myanmar, Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam, Malaysia, Singapore, Indonesia, Brunei e Filippine; l’Asia meridionale, comprendente India, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka, Nepal e Bhutan; infine, l’Asia sudoccidentale, comprendente l’altopiano iranico (Iran e Afghanistan) e i paesi della regione nota comunemente con il nome di Medio Oriente arabo-islamico: Iraq, Turchia, Siria, Libano, Israele, Giordania, Kuwait e Arabia Saudita, con gli altri stati della penisola arabica.

Da un punto di vista culturale l’Asia può essere suddivisa in alcune vaste aree: l’Asia orientale, che accoglie i popoli di cultura cinese e che ha influenzato anche i paesi del Sud-Est; l’Asia centrale, dominata dai popoli di cultura turca (o turanica) e, a sud, da quelli di cultura indiana; il Sud-Ovest, dominato dalle culture iraniche e arabe unificate dall’Islam; infine, la fascia siberiana, dove le culture arcaiche dei cacciatori hanno subito l’influsso slavo dei russi.

2

Territorio

Fisicamente l’Asia è strutturata in modo complesso. Tutta la sua sezione settentrionale è rigida, piatta, unitaria e presenta una successione di altipiani, di depressioni e di antiche catene montuose, di monotone superfici. La sezione meridionale è più movimentata, frammentata in blocchi peninsulari, ed è separata da quella settentrionale da fasce di catene montuose che iniziano nell’Asia Minore e proseguono verso est sino a includere il Karakoram e l’Himalaya, vertici del gigantesco sistema di rilievi che attraversa il territorio asiatico. Verso est i rilievi si attenuano, si spengono nelle vaste, stabili e uniformi superfici della regione cinese. La parte sudorientale dell’Asia infine esprime una condizione di instabilità, di giovinezza geologica: l’immagine tipica è quella dei vulcani che si elevano sopra il mare.

2.1

Storia geologica

Secondo la teoria della tettonica a zolle, la crosta superficiale della Terra è costituita da alcune vaste placche (o zolle) continentali oltre che da placche oceaniche, in lento ma costante movimento. La più grande è la placca continentale eurasiatica, in gran parte formata da alcune fra le rocce più antiche della Terra, risalenti al Precambriano (da 4,65 miliardi a 570 milioni di anni or sono) e oggi affioranti nella piattaforma dell’Angara, nella Siberia orientale, in gran parte della penisola arabica e in India, a sud della piana indogangetica.

Durante il Paleozoico e il Mesozoico, un vasto mare, che i geologi hanno chiamato Tetide, ricopriva gran parte delle regioni interne dell’Eurasia. Gli spessi sedimenti lasciati da questo antico mare si sono trasformati, con il passar del tempo, in formazioni metamorfiche. All’incirca 30 milioni di anni or sono il subcontinente indiano, che si era staccato dall’Africa sudorientale andando alla deriva in direzione nord-est, esercitò una pressione sulla placca continentale euroasiatica, creando una grande depressione (vedi Geosinclinale) in seguito colmata da sedimenti che formarono la piana indogangetica. Successivamente le stesse spinte provocarono il corrugamento degli strati depositati negli abissi della Tetide; in tal modo si ebbe la formazione delle catene che attraversano l’Asia da est a ovest e che culminano nell’Himalaya e nel Karakoram.

I sistemi montuosi che dominano la sezione meridionale dell’Asia sono di origine cenozoica e contrastano dal punto di vista geologico con le superfici che stanno a nord, formate da zolle antiche e da morfologie tabulari (anche se non mancano i rilievi). Le superfici che si trovano a sud sono formate da penisole, arcipelaghi e morfologie tormentate (frequente è il vulcanismo).

Diverse Asie, quindi: una stabile, rigida, piatta, dai grandi orizzonti, a nord; una fascia di territori montuosi; e una giovane, articolata, peninsulare a sud. In questa, tuttavia, la sezione che forma la penisola indiana è costituita da un antico frammento continentale (si parla infatti di subcontinente indiano). Ciò vale anche per la penisola arabica, mentre l’arcipelago indonesiano è una terra ancora in formazione, come rivela la frammentazione insulare degli arcipelaghi oltre che l’attività vulcanica e l’instabilità tettonica dell’intero Sud-Est asiatico.

Nell’Asia orientale la forza che ha dato forma ai lineamenti continentali è stata l’urto della placca pacifica, in moto verso occidente, contro la placca continentale euroasiatica. Il Giappone, Taiwan, le isole Curili, le isole Ryukyu e le Filippine sono il prodotto di queste spinte. Nel Sud-Est asiatico la situazione è complicata dai reciproci movimenti delle placche oceaniche pacifica e indiana, e tali movimenti contribuiscono a spiegare l’orientamento meridiano dei rilievi del Sud-Est e l’attività vulcanica che caratterizza l’arcipelago dell’Indonesia.

2.2

Regioni naturali

La struttura fisica dell’Asia, con il suo sistema di catene montuose, sembra imperniata sul nodo orografico del Pamir, una sorta di altopiano (ma è più esatto parlare di acrocoro, in quanto formato da un insieme di rilievi elevati, di altitudine superiore ai 6.000 metri), conosciuto come il “Tetto del Mondo”, situato là dove convergono i confini di India, Cina, Tagikistan, Pakistan e Afghanistan. Dal Pamir si diparte a forma di spirale in direzione ovest l’Hindukush, con le sue propaggini che attraversano l’Afghanistan e l’Iran settentrionale, tra cui la catena dei monti Elburz.

Più a ovest ancora s’innalzano le catene del Caucaso, fra il mar Caspio e il Mar Nero, e i monti del Ponto, che costeggiano la sponda meridionale del Mar Nero, in Turchia. Verso sud-est si dipartono dal Pamir le catene del Karakoram e dell’Himalaya, accostate a nord e a sud da catene montuose parallele più basse ma pur sempre molto elevate. L’insieme di queste catene forma un imponente arco orientato da est a ovest, lungo circa 2.500 km, in cui spiccano alcune cime (quattordici per l’esattezza) di altitudine superiore agli 8.000 metri.

Verso est si diparte dal Pamir la catena del Kunlun Shan e una sua diramazione montuosa, l’Altun Shan. Questa linea di rilievi continua ulteriormente verso est, seppure ad altitudini meno elevate, con i monti Nan Ling e Qin Ling, che costituiscono il principale spartiacque climatico fra Cina settentrionale e meridionale. Tra il sistema himalayano e la catena del Kunlun si trova l’altopiano tibetano, situato ad altitudini medie che vanno da 3.660 a 4.570 metri.

A nord-est del Pamir si dipartono infine i grandi rilievi montuosi del Tian Shan, con cime che s’innalzano oltre i 6.000 metri ma che digradano verso gli altipiani della Mongolia Esterna. A nord-est del Tian Shan si elevano i monti Altaj, che orlano la Mongolia e, più oltre, i monti Saiani, Jablonovy e Stanovoj, nella Siberia orientale, rilievi questi che restano estranei alle catene di origine recente del sistema Pamir-Himalaya.

Diverse importanti depressioni strutturali sono situate a nord del nucleo centrale di montagne. Fra il Tian Shan e i monti Altaj si trova, in territorio cinese, la depressione della Zungaria. A sud di questa, fra il Tian Shan e i rilievi del Karakoram e del Kunlun, si estende il bacino del Tarim, occupato da uno dei maggiori deserti dell’Asia, il Taklimakan. Infine, tra i monti Kunlun e l’Altun Shan si apre la profonda depressione di Tsaidam.

Anche i tipi di suolo sono estremamente vari. La Siberia è ricoperta dai suoli acidi caratteristici della tundra e della taiga; vi domina il permafrost (o permagelo), il suolo caratteristico delle alte latitudini, che rimane ghiacciato per tutti i mesi dell’anno. Questi suoli trapassano verso sud nelle terre brune, nella steppa e nei suoli desertici compresi in una vasta fascia che si estende dalla Cina settentrionale al Mar Nero, all’Asia sudoccidentale. Le terre nere della steppa, fra le più fertili dell’Asia, si trovano nella Cina centrosettentrionale e nella Siberia sudoccidentale. Nell’Asia orientale e meridionale i suoli più adatti all’agricoltura sono quelli delle pianure alluvionali dei grandi fiumi, soprattutto l’Indo e il Gange. Questi suoli costituiscono gran parte dei terreni agricoli a sfruttamento intensivo dell’Asia. Nelle regioni di latitudine inferiore si trovano suoli tropicali maturi, in generale di non elevata fertilità.

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