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Introduzione; Elementi necessari al metabolismo vegetale; Fertilizzanti naturali tradizionali; Fertilizzanti chimici
Fertilizzanti Sostanze o miscele di sostanze naturali o chimiche impiegate per arricchire il suolo di elementi nutritivi utili allo sviluppo delle piante. A differenza degli animali, le piante non assumono il nutrimento dall’esterno, poiché sono in grado di sintetizzare autonomamente tutti i composti di cui hanno bisogno. Per effettuare tale sintesi, tuttavia, è necessario che assumano una ventina di elementi chimici in forme prontamente assimilabili dai loro tessuti. Solitamente i suoli incolti contengono molti degli elementi nutritivi indispensabili alla crescita delle piante. Tuttavia, quando la stessa coltura viene piantata sul medesimo terreno per diversi anni consecutivi, il suolo tende a esaurire progressivamente la propria riserva di sostanze nutritive, che devono pertanto essere reintegrate mediante opportune concimazioni. La pratica delle concimazioni non è finalizzata unicamente a ristabilire l'equilibrio strutturale del suolo, ma a potenziare lo sviluppo delle piante favorendo la produzione di un fogliame più rigoglioso, di fiori più appariscenti e di frutti di dimensioni maggiori.
Tra gli elementi chimici protagonisti del metabolismo vegetale, l’idrogeno, l’ossigeno e il carbonio sono forniti dall’aria e dall'acqua, che ne rappresentano delle fonti inesauribili; lo zolfo e il ferro, invece, vengono assorbiti dal terreno, di cui rappresentano una componente costante in tutti i tipi di suolo. L'azoto, presente in altissima concentrazione in atmosfera, nella forma molecolare in cui vi si trova non può essere assorbito dalle piante; perché queste lo possano utilizzare, è necessario che una particolare categoria di batteri (azotofissatori), normalmente presenti nelle radici delle leguminose, lo inglobino in altri composti attraverso il processo detto di fissazione dell'azoto. Oltre a questi elementi, che le piante trovano in natura in quantità sufficiente, solitamente vengono fornite alle piante altri elementi, come il fosforo e il potassio; l’azoto, assunto in parte grazie alla mediazione delle leguminose, viene anche aggiunto sotto forma di urea, nitrati o composti ammoniacali. Spesso ai terreni viene aggiunto il calcio, un altro importante fattore nutritivo la cui funzione primaria non è tanto quella di arricchire il suolo, quanto quella di ridurne l'acidità. A queste sostanze vengono spesso aggiunte piccole quantità di altri elementi, tra cui il boro, il rame, il magnesio, lo zinco e il manganese.
Tradizionalmente, la fertilizzazione dei terreni agricoli è sempre stata effettuata attraverso l’aggiunta di letame e di guano, che contengono azoto, di ossa, che sono ricche soprattutto di fosforo, e di cenere, che a seconda del tipo di legno da cui deriva può contenere percentuali variabili (ma comunque elevate) di potassio. Per arricchire il suolo di azoto, invece, il sistema comunemente impiegato è l’attuazione di una rotazione agricola comprendente una fase a leguminose (trifoglio, erba medica); queste, che già nel corso del loro stadio vegetativo cedono azoto al terreno, vengono infine interrate in modo da arricchirlo ulteriormente di azoto e sostanze organiche.
I concimi chimici vengono in genere commercializzati in polvere o in granuli. Quelli complessi (composti) contengono azoto, fosforo e potassio in percentuali variabili, indicate sulle confezioni in base a un codice specifico; un concime descritto ad esempio con la formula 5-8-7 contiene una percentuale di azoto pari al 5%, una percentuale di fosforo (sotto forma di anidride fosforica) pari all'8% e una percentuale di potassio (sotto forma di ossido di potassio) pari al 7%. Sebbene costituiscano un elemento di fondamentale importanza per le moderne tecniche agricole, i concimi chimici rappresentano anche una notevole fonte di inquinamento ambientale: il loro uso indiscriminato può produrre effetti negativi sulle colture, sulla vegetazione spontanea, sullo stato del suolo, nonché sulla salute dei consumatori. L'infiltrazione nei corpi idrici di sostanze organiche presenti nei concimi è una delle cause più rilevanti dell'inquinamento delle acque e dei fenomeni annessi, quali l'eutrofizzazione e la conseguente proliferazione della vegetazione acquatica.
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