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Genesi Primo libro dell’Antico Testamento. Il nome deriva dal greco génesis kósmou (“origine del cosmo”), titolo del libro nella Bibbia dei Settanta; gli ebrei, che denominano i libri del Pentateuco dalla prima parola (o dalla prima parola significativa), lo intitolano Bereshit, “in principio”. La Genesi narra dell’origine del mondo, da quando “Dio creò i cieli e la terra” (1:1) alla morte di Giuseppe, undicesimo figlio del patriarca d’Israele Giacobbe. Il libro è diviso in due parti. La prima (capitoli 1-11) comincia con la storia primordiale dell’umanità fino al diluvio inviato da Dio per distruggere tutto, tranne la famiglia di un “uomo giusto” (6:9) e le creature a lui affidate per essere salvate; narra inoltre della confusione delle lingue e della successiva dispersione dei popoli. La prima parte della Genesi contiene anche la prima Alleanza stipulata da Dio con l’umanità, rappresentata da Noè (9:9-17). La seconda parte (capitoli 12-50) è essenzialmente la narrazione delle vite dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe, cioè la storia delle origini del popolo ebraico.
Scopo principale della Genesi è far risalire a Dio la creazione e la storia, mostrare l’origine del Male e le sue conseguenze e, soprattutto, illustrare il ruolo di Israele nel mondo. Così, ad esempio, le genealogie contenute nella prima parte del libro (5, 10, 11:10-32) collegano Adamo ad Abramo e contano gli anni tra i due; e i patti di Dio con Noè e Abramo (17:2-21) esprimono nuovi e vincolanti rapporti tra Dio e l’umanità, tra Dio e il popolo di Israele.
Gli studiosi hanno ampiamente dimostrato che il Libro della Genesi attinge a numerose fonti; per avere un quadro sinottico delle fasi della compilazione, vedi Bibbia: Antico Testamento.
Anche se il testo è stato a lungo considerato nella prospettiva di una “descrizione” dell’evento della creazione, catalizzando l’attenzione sul tema del rapporto tra scienza, evoluzione e fede, appare oggi più pertinente una riflessione che, tenuto conto dell’origine e della provenienza dei materiali inseriti nell’opera, si concentri sulla prospettiva teologica che più propriamente lo definisce. In questo senso la Genesi si presenta come un imponente affresco attraverso il quale, partendo dal gesto creativo di Dio, orientare lo sguardo sulla storia della salvezza, cioè alla rivelazione di Dio che si attua nelle vicende prima dei patriarchi e poi di Israele. In questo dipanarsi e intrecciarsi di storie e personaggi risalta in particolare l’oscura presenza del Male, nei confronti del quale si ergono l’Alleanza di Dio con i patriarchi, l’intenzione salvifica del Creatore e la fede di Abramo, capostipite di Israele.
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