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Molise Regione amministrativa dell'Italia meridionale. Affacciata per breve tratto a nord-est sul mare Adriatico, confina a nord-ovest con l'Abruzzo, a ovest con il Lazio, a sud con la Campania, a est con la Puglia. È ripartita nelle province di Campobasso e di Isernia; il capoluogo regionale è Campobasso. La regione corrisponde a grandi linee all'antico Sannio, la terra abitata dai sanniti, entrati in contatto con i romani nel VI secolo a.C. L'odierna denominazione, che è di epoca medievale, corrisponde a quella di un piccolo centro fortificato, situato in prossimità di Campobasso; comunque, tra l'XI e il XII secolo, il ducato del Molise era già solidamente attestato. Il Molise, che si estende per 4.438 km² e conta 321.953 abitanti (2005), è la più piccola e la meno popolata regione d'Italia, dopo la Valle d'Aosta. Ha confini perlopiù convenzionali: i limiti fisici poggiano su un tratto del fiume Trigno, a ovest, e del fiume Fortore, a est, e su alcuni massicci degli Appennini, a sud. Divenne regione autonoma nel 1963, anno in cui si divise dall'Abruzzo: è dunque la regione italiana di più recente istituzione.
Il territorio, la cui forma ricorda un rettangolo irregolare, che dall'Appennino si spinge verso nord al mar Adriatico, è in prevalenza montuoso (per il 55,4%) e per il resto collinare. La zona montana non forma una sezione appenninica a sé stante: include a nord il tratto più meridionale dell'Appennino abruzzese (monti della Meta, che culminano nel monte Petroso, 2.247 m), a sud quello più settentrionale dell'Appennino campano (massiccio del Matese, che raggiunge i 2.050 m nel monte Miletto), entrambi aspri e dirupati. Tuttavia, se si eccettuano pochi rilievi confinari, in genere la morfologia della montagna molisana è meno rude e imponente di quella del vicino Abruzzo: le vette si mantengono sui 1.000-1.500 metri e hanno profili arrotondati. Sono peraltro pochi i valichi agevoli e l'isolamento è stato nella storia una costante regionale. A nord la Bocca di Forlì, indicata come limite convenzionale tra l'Appennino centrale e quello meridionale, è situata a 998 m di quota; scende invece a soli 515 m la Sella Vinchiaturo, che raccorda il Molise con la Campania. Ai rilievi appenninici segue una vasta fascia di colline argillose, dall'andamento irregolare, soggette a frane e incise da profonde erosioni del terreno, i calanchi. Le colline si spingono sin quasi alla costa, che è bassa e priva di porti. L'idrografia è scarsa. Tra i fiumi, oltre ai già citati Trigno (84 km), Fortore (86 km) e Volturno (175 km), di cui è molisano solo il tratto superiore e che ben presto entra in Campania, tributando quindi al mar Tirreno, si ricorda il Biferno, che è il principale. Il fiume scende dai monti del Matese, scorre per 93 km interamente in territorio molisano, è immissario ed emissario del lago di Guardialfiera e forma la valle più ampia della regione. Uno sbarramento sul Fortore ha originato il bacino artificiale di Occhito (12 km²), in parte però in territorio pugliese. Tutti i corsi d'acqua hanno regime torrentizio, con piene invernali e marcate magre estive.
ll clima ha caratteri di continentalità nell'interno, mentre è mite, mediterraneo, in prossimità della costa. Le precipitazioni, in genere non molto abbondanti, inferiori ai 1.000 mm annui (sui 600-700 nell'area subappenninica) e in prevalenza invernali, toccano però i 2.000 mm sui monti del Matese; d'inverno, sui rilievi, sono spesso nevose. Le temperature, i cui minimi si abbassano con il crescere dell'altitudine, hanno un'escursione annua rilevante: Termoli, pur essendo sul mare, passa da una media invernale di 8 °C a una estiva di 25 °C; Campobasso, a 701 m di quota, ha una media invernale di 4 °C e una estiva di 22 °C. Il Molise si colloca tra le ultime regioni italiane per la percentuale di aree protette, che in pratica corrispondono alla sezione molisana del Parco nazionale d'Abruzzo.
La ridotta densità di popolazione e la scarsa industrializzazione hanno consentito una certa salvaguardia della vegetazione naturale. Nelle colline sussiste abbastanza rigogliosa la macchia mediterranea, con arbusti di timo, rosmarino e lavanda; alle quote più elevate si trovano bei boschi di querce, faggi, pini e abeti. Anche la fauna è più ricca che nella maggior parte delle regioni d'Italia; alcune specie però si sono salvate grazie alla protezione offerta dal Parco nazionale d'Abruzzo. La regione ospita il lupo, la volpe, la lepre, lo scoiattolo, il camoscio e, più raramente, il gatto selvatico; tra gli uccelli numerosi sono i rapaci.
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