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Risultati di Windows Live® Search Covenant Patto di professione della fede presbiteriana stretto in Scozia, cui aderì la Chiesa scozzese, prima nel 1557 e poi nel 1581. Gli aderenti (i covenanters, “supplicanti”) intendevano difendere il presbiterianesimo quale religione del regno dai tentativi di restaurazione cattolica messi in atto da Giacomo VI di Scozia, il futuro Giacomo I d’Inghilterra. Carlo I Stuart, salito sul trono inglese nel 1625, si alienò le simpatie della borghesia e della nobiltà scozzesi che, per protestare contro le restrizioni al commercio e il tentativo di imporre la liturgia della Chiesa anglicana in Scozia, nel 1638 si appellarono alle antiche convenzioni sottoscritte dal padre del sovrano. Temendo lo scoppio di una rivoluzione, il re accettò la convocazione di un’assemblea generale che, composta esclusivamente di covenanters, ribadì i limiti dell’autorità regia di fronte al Parlamento e decretò l’abolizione dell’episcopato anglicano. Il rifiuto di Carlo di accettare le decisioni dell’assemblea originò le cosiddette “guerre dei vescovi” (1639 e 1640), al termine delle quali un’armata scozzese invase l’Inghilterra sconfiggendo il sovrano a Newburn. Nel 1643, nel quadro della guerra civile tra i fautori dei diritti della Corona e quelli del Parlamento, i Parlamenti di Scozia e Inghilterra sottoscrissero un patto per il mantenimento della religione riformata in Scozia. Dopo la sconfitta di Carlo nel 1646 e la sua deposizione nel 1648, i “supplicanti” presbiteriani cominciarono a essere allarmati dalla crescente forza degli indipendentisti inglesi di Oliver Cromwell, fautori della tolleranza religiosa in campo protestante. Essi giunsero così a proporre un accordo al sovrano deposto, impegnandosi a sostenerne il ritorno al potere in cambio dell’abolizione dell’episcopato anglicano. Nella seconda fase della guerra civile che seguì (1649-50), Cromwell invase comunque la Scozia. L’ascesa al trono di Carlo II nel 1660 coincise con la restaurazione dell’episcopato anglicano e, per i covenanters, con un periodo di repressione, che continuò anche durante il regno del cattolico Giacomo II. Solo dopo la Gloriosa Rivoluzione, e la deposizione del sovrano (1688) che ne seguì, il presbiterianesimo fu ristabilito quale religione di stato in Scozia.
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