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Pitture

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Introduzione

Pitture Sostanze liquide che solidificano quando sono esposte all'aria, usate per ricoprire la superficie di materiali vari a scopo decorativo o protettivo. Le pitture si ottengono mescolando un pigmento, o colorante, con una sostanza liquida legante (come l'olio di lino), detta veicolo. Comunemente le pitture per superfici metalliche, di legno o di altri materiali rigidi, usate nell'attività industriale o artigianale, sono chiamate vernici, mentre quelle usate nell'attività artistica sono chiamate colori; il termine pittura indica altresì l'arte e la tecnica del dipingere, nonché la stessa opera realizzata (vedi anche Pittura a olio; Pittura a tempera).

2

Cenni storici

La pittura risale almeno al XV millennio a.C., quando era costituita da ossidi di ferro, senza legante, e veniva usata per decorare le caverne. In Asia intorno al 6000 a.C. si usavano vari pigmenti costituiti da ossidi o sali minerali naturali, da miscele preparate e da composti organici. L'indaco, un pigmento estratto dall'indigofera, era noto agli egizi, ai greci e ai romani e, nel Nuovo Mondo, agli incas. Gomma arabica, bianco d'uovo, gelatina e cera d'api furono i primi veicoli usati per questi pigmenti. Le lacche colorate si usavano in Cina fino dal II secolo a.C. per dipingere gli edifici. In Europa l'uso della pittura protettiva ebbe inizio intorno al XII secolo.

3

Composizione chimica delle pitture

Oggi la preparazione delle pitture richiede tre fondamentali composti chimici diversi. Innanzitutto il veicolo, che forma una sorta di pellicola capace di aderire alla superficie coperta; poi il pigmento, che viene disperso nel veicolo per conferire il colore e il potere coprente alla pellicola; infine il solvente, o diluente, che dà la necessaria fluidità al veicolo e che evapora in breve tempo dopo la stesura dello strato di pittura. Un riempitivo come la polvere di caolino o il solfato di bario aumenta la consistenza della pellicola essiccata.

3.1

Veicoli

Il veicolo deve avere proprietà siccative, ovvero deve indurirsi a contatto con l'aria, e può essere un polimero sintetico oppure un olio insaturo, cioè contenente un estere prodotto dalla reazione chimica fra un acido carbossilico come l'acido linoleico e un alcol viscoso come il glicerolo (o glicerina). La struttura molecolare di un tipico olio siccativo, come l'olio di lino, è la seguente:


Se questa sostanza viene esposta all'aria, i doppi legami CH9CH che si trovano vicini alle estremità insature della catena di idrocarburi vengono spezzati dall'ossigeno atmosferico, che forma un etere, legandosi trasversalmente a due molecole adiacenti, e costituisce con esse un'unica macromolecola a più alto peso molecolare, secondo la reazione seguente:


L'olio di lino è dunque un monomero finché resta chiuso in massa nel contenitore, ma diventa un polimero quando viene steso in strato sottile su una superficie esposta all'aria.

I veicoli costituiti da polimeri sintetici vengono disciolti in un solvente appropriato, in modo che, quando questo evapora, le singole macromolecole si aggroviglino una sull'altra. La solidificazione è aiutata dalla presenza di un catalizzatore di polimerizzazione, detto siccativante. I polimeri sintetici più usati come veicoli sono: resine alchidiche, nitrocellulosa, resine fenoliche, resine epossidiche, polivilacetati e poliuretani.

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