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I pigmenti delle pitture sono polveri fini che hanno la proprietà di disperdere fortemente la luce, producendo il bianco, oppure di assorbire selettivamente determinate lunghezze d'onda, producendo un effetto di colore. Sono pigmenti bianchi gli ossidi inorganici come il diossido di titanio (TiO2), l'ossido di antimonio (Sb2O3), l'ossido di zinco (ZnO), il solfuro di zinco (ZnS), le biacche di piombo (idrossicarbonato, idrossisolfato, idrossifosfito o idrossisilicato di piombo) e il solfito di bario (BaSO4). Sono invece pigmenti colorati l'ossido di ferro, Fe2O3 (giallo, rosso o marrone), l'ossido di cromo, Cr2O3 (verde) e l'ossido di piombo, Pb3O4 (rosso); i cromati di piombo, di zinco, di stronzio e di nichel producono varie sfumature di giallo e di arancione. Per altri colori si usano diverse sostanze organiche.
Il solvente più usato per le pitture a olio è l'acquaragia, una miscela di idrocarburi ciclici a dieci atomi di carbonio, oppure una miscela di idrocarburi volatili derivati da distillati del petrolio. Alcoli, chetoni ed esteri sono i solventi più comuni per i veicoli sintetici, oltre all'acqua usata per le idropitture.
Sono comunemente dette smalti le pitture di alta qualità, bianche o colorate, che formano una pellicola lucida, dura e impermeabile, con veicolo sintetico o costituito da nitrocellulosa. Le pitture luminescenti contengono vari solfiti fosforescenti di bario, stronzio e calcio. Sono note come colori ad acqua le pitture usate per la tempera e l'acquerello, disponibili sia in panetti secchi sia in pasta: in entrambi i casi contengono pigmenti fini dispersi in gomma arabica o destrina. Lo stato pastoso viene ottenuto e mantenuto aggiungendo glicerolo. Le idropitture (pitture ad acqua) lavabili, ossia resistenti al lavaggio, usate specialmente per tinteggiare pareti interne, furono prodotte per la prima volta nel 1949. Originariamente il veicolo era un'emulsione di latice di caucciù, ma oggi sono realizzate soprattutto con resine sintetiche (come il polivinilcloruro e il polivinilacetato) emulsionate, ovvero frazionate in minutissime particelle disperse in acqua. Dopo la stesura, l'acqua evapora, lasciando una pellicola relativamente dura e abbastanza porosa da permettere il passaggio dell'umidità, contrastando la formazione di bolle. Le idropitture sono molto diffuse perché si applicano facilmente e, fra l'altro, hanno un odore non sgradevole. Le cosiddette pitture a emulsione solida, o rivestimenti in polvere, sostituiscono le pitture liquide in alcune applicazioni. Vengono prima spruzzate sulle superfici metalliche da trattare (in genere basamenti di macchine o telai per finestre), alle quali aderiscono per attrazione elettrostatica, e poi riscaldate ad alta temperatura, in modo che il calore le fonda trasformandole in pellicola.
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