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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Il paese è diviso in sei distretti (mehozot, sing. mehoz): Centrale, Gerusalemme, Haifa, Meridionale, Settentrionale e Tel Aviv. Capitale (non riconosciuta internazionalmente) e città principale è Gerusalemme. Tra gli altri centri di rilievo si citano Tel Aviv-Giaffa, polo amministrativo e industriale; Haifa, il più trafficato scalo marittimo del paese; Holon e Ramat Gan, centri manifatturieri; Ashdod, città portuale sul Mediterraneo; Elat, porto sul Mar Rosso.
La situazione economica israeliana risente dal 1948, anno di nascita del paese, dello stato estremamente conflittuale della regione. Impegnato in diverse guerre con i vicini paesi arabi e alle prese con la lunga lotta di liberazione del popolo palestinese, lo stato israeliano è costretto a destinare alle spese militari una cospicua porzione del suo prodotto interno lordo. Afflitta da una pesante crisi durante gli anni Settanta e Ottanta, dopo gli accordi di Oslo l’economia del paese ha goduto di un periodo di relativo sviluppo. La ripresa dell’intifada nei territori palestinesi alla fine del 2000 ha causato un brusca contrazione delle esportazioni e un vero e proprio tracollo del settore turistico, una delle principali voci della bilancia commerciale del paese. Il prodotto interno lordo è di 123.434 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 17.828 dollari (2005).
L’agricoltura fa fronte a circa i tre quarti del fabbisogno alimentare del paese, mentre alcuni prodotti – perlopiù agrumi e uova – vengono esportati. Tra le colture più importanti si citano arance, pomodori, patate, viti, cereali, diverse varietà di frutta, tabacco e cotone. L’allevamento, di grande rilievo, si avvale perlopiù di bovini, ovini, caprini e animali da cortile. Il successo del settore agricolo israeliano è stato consentito dal ricorso alle innovazioni suggerite dalla ricerca scientifica e ai metodi di tecnologia avanzata: questo ha portato alla realizzazione di vaste opere di bonifica e di ambiziosi programmi di irrigazione (come l’acquedotto Kinneret-Negev, che porta l’acqua del lago di Tiberiade fino alle zone desertiche del sud), che hanno reso fertili territori prima inutilizzabili. Le forme di colonizzazione agricola si suddividono in tre categorie principali. Negli insediamenti collettivistici (kibbutz), i componenti non ricevono un compenso in denaro, ma prelevano dalle disponibilità comuni tutto ciò di cui hanno bisogno; in quelli di tipo cooperativo (moshav), ogni fattoria lavora separatamente, ma il prodotto ottenuto viene commercializzato in comune con le altre dello stesso villaggio; le moshava (piccole fattorie), infine, sono gestite da imprenditori privati. I primi due tipi si avvalgono di terre in affitto di proprietà delle varie organizzazioni colonizzatrici, tra le quali spicca il Fondo nazionale ebraico.
Gran parte dei programmi di bonifica e di conservazione attuati dal governo israeliano riguarda il rimboschimento, specie nelle zone collinari. La pesca è tutt’altro che trascurabile (25.643 tonnellate nel 2004) e oltre la metà del pescato consiste in pesce d’acqua dolce proveniente da allevamenti.
L’industria estrattiva israeliana sfrutta le considerevoli risorse minerarie del paese. Nonostante nella zona desertica del Negev siano presenti alcuni giacimenti di rame, minerali ferrosi, manganese, granito, marmo e mica, i prodotti maggiormente redditizi sono petrolio, gas naturale, fosfati, nonché le grandi quantità di potassa, bromo e magnesio estratti dai depositi salini del Mar Morto. Le fabbriche sono situate perlopiù nei dintorni di Haifa e Tel Aviv-Giaffa, anche se un grande complesso industriale è in via di sviluppo nei pressi del nuovo centro portuale di Ashdod. I principali settori sono quelli alimentare (tra cui vino e olio d’oliva), chimico, petrolchimico, tessile, metallurgico, elettronico, nonché della produzione di tabacco, abbigliamento, materiali da costruzione, strumenti di precisione, cemento e lavorazione dei diamanti.
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