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Spagna

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Spagna: bandiera e innoSpagna: bandiera e inno
Struttura articolo
2.3

Flora e fauna

Solo una piccola parte della superficie della Spagna è boscosa; le foreste crescono soprattutto sui versanti dei rilievi esposti alle correnti umide, particolarmente a nord-ovest. L’umidità della costa occidentale favorisce la crescita di latifoglie (querce e faggi) e, ad altitudini maggiori, soprattutto sui rilievi pirenaici, di pini e abeti. La macchia mediterranea, con querce da sughero, lentischi, lecci e altre specie sempreverdi, ammanta i versanti dei rilievi che dominano la costa orientale e meridionale, dove si trovano vere e proprie oasi irrigue (huertas) oltre a varie piante legnose di ambiente asciutto come ulivi, una delle principali colture del paese, viti, mandorli, fichi e carrubi.

L’interno del paese è steppico o semidesertico, con oasi di pioppi e vegetazione riparia. Arbusti ed erbe costituiscono la formazione naturale propria della Meseta. Lo sparto, usato per produrre carta e vari tipi di fibre, cresce qui in abbondanza.

Le specie animali presenti nel paese comprendono il lupo, la lince, il gatto selvatico, la volpe, la capra selvatica, il cervo e la lepre; nei laghi e nei torrenti di montagna vivono molte specie ittiche tra cui tinche, trote e barbi. Numerosi anche gli uccelli presenti sul territorio spagnolo, tra cui lo sparviero, l’aquila, la gru, il fenicottero e l’otarda.

2.4

Problemi e tutela dell’ambiente

Numerosi sono i fattori di minaccia ambientale e le problematiche inerenti alla conservazione dell’ambiente. La deforestazione, l’erosione dei suoli, l’inquinamento dei fiumi, dovuto anche all’accresciuto impiego dei fertilizzanti azotati, così come la coltivazione abusiva di terre protette, la desertificazione in zone agricole mal gestite e la salinizzazione del suolo nelle aree irrigate, sono alcuni dei problemi cui deve far fronte il paese. Il turismo, importante fonte di entrate per la nazione, ha anch’esso pesanti ripercussioni sull’ambiente. Le aree protette sono minacciate dallo sviluppo urbanistico mal pianificato e la scarsa efficienza degli impianti di scarico e di trattamento delle acque è causa di inquinamento grave, specialmente nei mesi estivi sulle coste mediterranee.

Nel 1998 nel sud del paese si verificò una grave perdita di sostanze tossiche provenienti dal bacino artificiale di una miniera aurifera. Nonostante i tentativi fatti per deviare la perdita dal Parco nazionale Doñana (World Heritage Site e importante zona umida protetta), verso il Guadalquivir e quindi nell’oceano Atlantico, i danni ambientali furono ingenti. Si stima che le acque inquinate provenienti dalla perdita abbiano minato la sopravvivenza di milioni di uccelli, animali selvatici e causato gravi perdite economiche all’agricoltura locale. Un altro grave episodio di inquinamento, questa volta marino, si è verificato per il naufragio, avvenuto nel novembre del 2002, della petroliera Prestige al largo delle coste galiziane: 300 km di costa sono stati invasi dalla marea nera, con gravissimi danni ambientali ed economici.

La Spagna partecipa alla Convenzione di Ramsar sulla salvaguardia delle zone umide e alla World Heritage Convention (Convenzione per il patrimonio culturale mondiale). Sono inoltre state istituite riserve della biosfera nel quadro del programma MBA (Man and the Biosphere, l’uomo e la biosfera) dell’UNESCO. La Spagna ha ratificato il Protocollo Ambientale Antartico, il Trattato Antartico e il Trattato per il Legname Tropicale del 1983 oltre a numerosi accordi internazionali sull’ambiente concernenti l’inquinamento atmosferico, la biodiversità, il cambiamento del clima, le specie in pericolo d’estinzione, le modificazioni dell’ambiente, i rifiuti tossici e nocivi, lo scarico dei rifiuti in mare, la vita marina, l’abolizione dei test nucleari, la protezione dell’ozonosfera, l’inquinamento di origine navale e la salvaguardia delle balene.

Il paese ha istituito numerose aree protette per gli uccelli selvatici ai sensi della relativa direttiva europea e alcuni siti marini protetti nel quadro del Piano di azione per il Mediterraneo. Le aree protette, fra cui nove parchi nazionali e alcun siti più piccoli a regime speciale di conservazione, assommano all’8% (2004) del territorio. Tra i principali parchi nazionali si citano il Parco nazionale Tablas de Daimiel, il Parco nazionale Doñana e il Parco nazionale Aigües Tortes.

3

Popolazione

La popolazione della Spagna è di 40.448.191 abitanti, con una densità media di 81 unità per km² (2007), relativamente bassa rispetto alle medie europee. La popolazione urbana è pari al 77% (2005). Il tasso di crescita demografica era, nel 2007, dello 0,12%. Le zone meno popolate sono quelle interne, mentre un’alta densità abitativa si riscontra lungo i litorali. Nell’area della capitale la popolazione presenta una densità di 616 abitanti per km². Madrid e i suoi sobborghi ospitano quasi un decimo della popolazione spagnola.

La popolazione spagnola presenta una forte mescolanza etnica dovuta a invasioni, migrazioni e dominazioni. Popolazioni di celti, iberi, fenici, greci, cartaginesi, romani, visigoti si sono succedute nei secoli e hanno lasciato nelle diverse regioni le tracce della loro presenza. Di grande rilievo è stata, in tutta la parte meridionale del paese, l’occupazione degli arabi, che, respinta nel XII secolo con la Reconquista, ha lasciato un’impronta indelebile nell’arte, nella cultura e nella stessa organizzazione territoriale.

Nonostante i processi di omologazione nazionale, avviati dallo stato unitario sin dal XV secolo, che hanno sancito il predominio dell’elemento castigliano, alcuni gruppi etnici hanno mantenuto sino a oggi le loro peculiarità etnico-linguistiche: è il caso soprattutto dei baschi, che vivono nel nord-est della Spagna, ma anche dei galiziani e dei catalani, che vantano una specificità culturale, storica e linguistica rispetto al gruppo dominante, quello castigliano. La composizione etnica della popolazione spagnola è la seguente: spagnoli (74%), catalani (16%), galiziani (8%), baschi (2%).

3.1

Lingua e religione

La lingua ufficiale del paese è lo spagnolo, più precisamente il castigliano, che è anche lingua ufficiale di 21 paesi dell’America latina. Lingue riconosciute ufficialmente solo dalle rispettive comunità autonome sono il basco (euskara), parlato nelle Province Basche; il catalano, parlato nel nord-est, e il galiziano (o gallego, simile al portoghese), diffuso nel nord-ovest. Il cattolicesimo, fino al 1978 religione di stato, è professato dal 97% degli spagnoli. Esistono nel paese piccole comunità di protestanti, ebrei e islamici.

3.2

Istruzione e cultura

Il sistema educativo spagnolo comprende istituti pubblici laici e scuole private, generalmente cattoliche. L’insegnamento pubblico è obbligatorio e gratuito per i ragazzi dai sei ai sedici anni. Successivamente gli studenti possono seguire corsi di preparazione professionale di uno o due anni o il bachillerato di due anni per accedere all’università. Il sistema universitario prevede tre cicli di studi. Il primo, che porta alla diplomatura, dura tre anni. Il secondo ciclo, della durata di due o tre anni, conferisce la licenciatura. Per ottenere il titolo di dottore è necessario completare un terzo ciclo di due anni. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è del 98,1% (2005).

Tra i principali istituti universitari del paese vi sono l’Università di Salamanca (fondata nel 1218), che fu modello per le accademie dell’America latina istituite dal XVI secolo in poi, e l’Università Complutense di Madrid, fondata ad Alcalá de Henares alla fine del XV secolo e trasferita a Madrid nel 1836. Altre istituzioni storiche sono le università di Barcellona (1450), Valencia (1500), Siviglia (1502) e Granada (1531). L’Accademia reale spagnola venne fondata nel 1713 e l’Accademia reale storica nel 1738.

Biblioteche, musei e gallerie d’arte testimoniano la ricchezza delle tradizioni culturali del paese. La maggiore raccolta libraria del paese è la Biblioteca nazionale di Madrid (1712), che contiene più di quattro milioni di volumi, oltre a manoscritti rari, mappe, stampe e la magnifica sala dedicata al grande scrittore spagnolo Miguel de Cervantes. Nella capitale hanno sede inoltre la Biblioteca del Palazzo Reale (1760) e la Biblioteca dell’Università di Madrid (1341). Importanti sono anche la Biblioteca dell’Escorial e la Biblioteca del capitolo della Cattedrale di Toledo, che raccoglie preziosi testi antichi (dall’VIII all’XI secolo).

Una delle maggiori collezioni d’arte di tutto il mondo è conservata al Museo del Prado di Madrid, che raccoglie opere di grandi pittori spagnoli ed europei, mentre il Centro de Arte Reina Sofía, sempre a Madrid, è specializzato in pittura spagnola del XIX e del XX secolo. Di grande interesse anche il Museo Thyssen-Bornemisza, pinacoteca e centro culturale della capitale.

Il cattolicesimo è un elemento determinante della cultura spagnola. Le arti, la letteratura, la storia del paese e la vita stessa dei suoi abitanti sono state segnate, nei secoli, da una profonda religiosità. Fra le più antiche tradizioni folcloriche si annoverano le fiestas e le ferias, che uniscono elementi sacri e profani, solenni processioni, danze, musiche e canti in cui viene coinvolta tutta la cittadinanza. Le ferias di Valencia e Siviglia, il Corpus Christi di Toledo, la Settimana Santa di Valladolid sono alcune delle più celebri ricorrenze spagnole. Uno dei simboli del paese è la corrida, rito di origine antica regolato da un complesso rituale.

Per ulteriori approfondimenti sulla cultura della Spagna vedi Arte spagnola; Letteratura spagnola; Letteratura catalana; Danza spagnola; Cinema spagnolo.

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