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    Autore: Wilt Idema, Lloyd Haft: Editore: Libreria Editrice Cafoscarina, Venezia: Prima edizione: Marzo 2000: Pagg. XX-434: Traduzione (dall'olandese) di: Monica Morzenti

  • Consultazione Rubrica Telefonica I.U.O.

    docenti. unior.it Università degli Studi di Napoli " l'Orientale"

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Letteratura cinese

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Frontespizio del Sutra del DiamanteFrontespizio del Sutra del Diamante
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1

Introduzione

Letteratura cinese Produzione letteraria in lingua cinese, caratterizzata dalla compresenza di una produzione colta, la cui origine risale al I millennio a.C., e di una produzione in una lingua vicina a quella parlata. La prima comprendeva prevalentemente testi poetici, ai quali in seguito si affiancarono composizioni drammatiche, compilazioni storiche e racconti popolari. La seconda, che non rispondeva alle raffinate e stilizzate norme letterarie imposte dalle classi più colte, fu a lungo sottovalutata e venne riscoperta e apprezzata solo nel XX secolo.

La letteratura cinese si può dividere in quattro periodi principali che corrispondono più o meno a quelli in cui è suddivisa la storia letteraria occidentale: il periodo classico, dal VI secolo a.C. al II secolo d.C.; il periodo medievale, dal III secolo d.C. alla fine del XII secolo; il periodo moderno, dal XIII secolo all’inizio del XX secolo; il periodo contemporaneo, dal 1919 a oggi.

2

Il periodo classico

Le prime testimonianze, non propriamente letterarie, scritte in cinese, consistono in iscrizioni divinatorie realizzate per i sovrani della dinastia Shang (1766-1027 ca. a.C.) su ossa e gusci di tartaruga. Il periodo classico della letteratura cinese, corrispondente all’analogo periodo della letteratura greca e romana, passò da una fase preparatoria (dal VI al IV secolo a.C.) a quella che vide la grande fioritura delle opere filosofiche di Confucio, Mencio, Lao Zi, Zhuang Zi (369 ca. – 286) e raggiunse il suo apice con la compilazione dei “Cinque classici” o “Classici confuciani” e di altri trattati filosofici. Nei secoli successivi, il confucianesimo si consolidò fino a diventare l’ideologia ufficiale e stabilì quella tradizione classica mantenutasi fino ai nostri giorni.

2.1

Poesia

L’opera poetica più importante del periodo classico fu il Libro delle odi, antologia di 350 poesie composte per lo più tra il X e il VII secolo a.C. e scritte in versi di quattro parole. La compilazione di quest’opera, classificata come la terza dei Cinque classici, è attribuita tradizionalmente a Confucio. La prima parte del libro contiene versi che descrivono con grande realismo la vita quotidiana, le occupazioni e le feste del mondo contadino in un linguaggio semplice e intensamente emotivo. Aulico e sofisticato è invece il linguaggio delle poesie che compongono la seconda metà del Libro delle odi, dedicate alla descrizione della vita e ai costumi della nobiltà feudale cinese. Questi poemi di corte erano originariamente composti per essere accompagnati da musica e danza, tratto che fu peculiare della poesia cinese fin dalle sue origini.

La migliore espressione dello stile aristocratico di corte è costituita da un gruppo di poesie conosciute come Elegie di Chu, uno stato feudale della Cina meridionale di cui era originario Qu Yuan (340-278 ca.), il primo grande poeta cinese. Nobile di nascita, fu autore di numerose composizioni poetiche e di Li Sao, lungo poema autobiografico denso di allusioni mitologiche e allegorie, espresse in uno stile “romantico”, ricco di immagini ed emozioni. Nei 400 anni della dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.) la tradizione realistica e quella romantica dettero vita a due scuole poetiche che ebbero numerosi seguaci. Si affermò anche un genere nuovo, denominato fu, a metà tra la prosa e la poesia. Importanti furono anche le raccolte di canzoni e ballate popolari realizzate dallo Yue fu (Ufficio della musica), istituzione fondata nel II secolo a.C.

2.2

Prosa

Le opere basilari della prosa cinese classica sono quelle che, insieme alla raccolta poetica del Libro delle odi, costituiscono i Cinque classici: il Libro dei mutamenti, testo di divinazione; il Libro della storia, miscellanea di antichi documenti di stato; il Libro dei riti, sui riti e i codici di governo; e gli Annali delle primavere e degli autunni, storia del principato di Lu dal 722 al 481 a.C. Tra il VI e il II secolo a.C. apparvero i primi grandi capolavori della filosofia cinese: primo fra tutti, Annaletti, raccolta di aforismi di Confucio compilata dai suoi studenti; le eloquenti opere di Mencio, allievo di Confucio; e il Tao te ching (Libro della via e della virtù), attribuito a Lao Zi, fondatore del taoismo. Importanti per la loro prosa e per i loro contributi filosofici furono Mo Zi (468-376 ca.), Xun Zi (313-238 ca.) e Han Fei Zi (morto nel 233).

L’opera Shiji (o Shih-chi, “Memorie storiche”) di Sima Qian, noto anche come Ssu-ma Ch’ien (145-86 ca. a.C.), opera monumentale sulla storia cinese fino alla dinastia Han, stabilì il modello per una lunga serie di storie dinastiche che continuarono a essere scritte per più di duemila anni. Gli studiosi confuciani fissarono anche gli standard per la lingua letteraria della prosa cinese, che da quel momento si allontanò gradualmente dalla lingua parlata. Sotto la dinastia Han l’affidamento di importanti cariche ufficiali si basò sulla conoscenza e padronanza dei testi classici confuciani, pratica continuata, con poche interruzioni, fino al XX secolo, consolidando quella tradizione letteraria in una sorta di culto nazionale.

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