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Struttura articolo
L’industria estrattiva contribuisce per il 25% al prodotto interno lordo annuo statale, ed è tuttora la principale voce dell’economia del Wyoming. Importante l’estrazione di petrolio, carbone, gas naturale e composti di sodio, ma sono presenti anche minerali di ferro, uranio, fosfati e argilla. L’agricoltura fornisce, con la pesca e le attività forestali, l’1% del PIL; le principali colture sono fieno, barbabietola da zucchero, orzo e grano, mentre l’allevamento di bovini e ovini (il Wyoming è uno dei maggiori produttori di lana degli Stati Uniti) e l’industria lattiero-casearia sono le maggiori risorse zootecniche. Malgrado la grande quantità di foreste, la silvicoltura fornisce un reddito annuale piuttosto modesto. Quasi tutto il legname proviene da conifere (pini e abeti) e la maggior parte viene venduta alle cartiere di altri stati. L’industria manifatturiera contribuisce solo per l’8% al PIL annuo dello stato. I principali prodotti sono derivati del petrolio e del carbone, preparati chimici, apparecchiature industriali e legname; di un certo rilievo sono inoltre l’industria alimentare e quella tipografica ed editoriale.
Nel 2006 il Wyoming contava 515.004 abitanti, con una densità media di 2 abitanti per km² e un tasso di crescita decennale dell’8,9% (1990–2000). I bianchi costituiscono il 92,1% della popolazione totale, i neri lo 0,8%, gli ispanici il 6,4%, gli asiatici lo 0,6% e gli amerindi (soprattutto shoshoni e arapaho) il 2,3%.
Il Wyoming si regge sulla Costituzione originariamente adottata e sui successivi emendamenti. Il potere legislativo è esercitato da un Parlamento bicamerale, con un Senato e una Camera dei rappresentanti eletti a suffragio universale. Capo dell’esecutivo è il governatore, eletto per suffragio universale, che a sua volta nomina gli altri organi dell’esecutivo (segretario di stato, tesoriere, revisore dei conti, procuratore generale e sovrintendente alla pubblica istruzione).
Prima dell’arrivo degli europei la regione era abitata dalle popolazioni indigene degli shoshoni, dei cheyenne, dei crow e degli arapaho. Nel 1803, con l’acquisto della Louisiana, la Francia cedette agli Stati Uniti i territori a est dello Spartiacque continentale, fatta eccezione per una sezione di quella che in seguito sarebbe diventata la parte occidentale del Wyoming. Esplorata nel 1807 e nel 1811, la regione fu, durante la prima metà del XIX secolo, un importante luogo di transito per numerosi commercianti di pellicce e cercatori d’oro. Nel 1845 altri territori dell’attuale Wyoming furono annessi agli Stati Uniti, dopo che la repubblica del Texas entrò a far parte dell’Unione rinunciando ai propri possedimenti dell’estremo nord. L’anno successivo la porzione nordoccidentale della regione del Wyoming, parte del conteso territorio dell’Oregon, fu abbandonata dagli americani e nel 1848 il Messico, al termine della guerra con gli Stati Uniti, cedette a questi ultimi anche la parte sudoccidentale; il Wyoming fu quindi eretto a territorio nel 1868 ed entrò a far parte dell’Unione nel 1890.
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